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L’Inghilterra non ha senso

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Isolato com’è, il Paese è un anacronismo ?nel mondo globalizzato. Lo pensava ?già Churchill, quando correva l’anno 1948

L’Inghilterra. Anzi la Gran Bretagna. Anzi il Regno Unito. Quelli che leggeranno questo mio “Vetro soffiato” avranno già avuto notizia dei risultati delle elezioni politiche del 7 maggio in quel Paese. Mentre sto scrivendo invece quel voto ancora non c’è stato, ma è accaduto un piccolo evento (a noi sembra così) che ha invece molto colpito il popolo e anche gli “inner circles”, la gente che conta, di quel Paese. Al punto che i giornali di tutto il mondo ne hanno parlato con articoli, fotografie, commenti: il figlio del principe ereditario Carlo ha avuto nei giorni scorsi una bambina. Anzi l’ha avuta sua moglie Kate, ben nota alle cronache mondane.

Gli esperti in materia stanno esaminando le possibili ripercussioni politiche; si pensa che ne saranno favoriti i conservatori. Si vedrà, ma l’evento (chiamiamolo così) consente di fare molte considerazioni storiche e anche attuali sulla monarchia inglese e in particolare con quella dell’attuale famiglia, Giorgio IV, Edoardo VIII, Giorgio V e l’attuale Elisabetta, erede ma non discendente dalla grande Elisabetta Tudor, dalla quale prese le mosse la costruzione dell’Impero durato fino all’ultima guerra mondiale.

Il Paese oggi è diviso in quattro parti: l’Inghilterra propriamente detta, la Scozia, il Galles, l’Irlanda del Nord. Sono di nuovo Paesi con propria autonomia amministrativa ed anche - entro limiti più ristretti - legislativa e politica. Insomma una federazione. Ma non è la prima volta. La Scozia, l’Irlanda, tutta l’Irlanda e non solo quella del Nord, è stata sempre un Paese diverso, con una lingua diversa e una religione prevalentemente cattolica.
Non parliamo della Scozia, uno Stato che più volte fu in guerra con l’Inghilterra, ebbe e tuttora ha un dialetto con dignità d’una lingua che, proprio all’epoca di Elisabetta Tudor, fece dono del proprio re alla regina mentre la madre di quel re che di Elisabetta era cugina, veniva giustiziata nella Torre di Londra dove era stata detenuta già da molti mesi.

Questioni dinastiche che interessano solo gli storici ma che dettero alla monarchia - ancora assoluta ai tempi degli stuart come dei loro predecessori - anche un altro ruolo che si rivelò necessario ai tempi dell’impero: quello di tenere insieme le varie province e i vari stati che entravano a far parte del “commonwealth”, della lingua, della moneta, della flotta. Un Impero prevalentemente marittimo, esteso gradualmente durante il XVIII e il XIX secolo, all’India, al Borneo, alla Malesia, all’Egitto, al Medio Oriente, all’Africa centro-meridionale, all’Australia, alle isole del Pacifico, alla Birmania, al Canada, e all’America del Nord fino alla guerra d’indipendenza. Insomma al mondo intero.

Questo Impero si riconosceva nella monarchia inglese e nella sterlina. Nelle altre istituzioni no. Avevano propri Parlamenti, propri governi. A meno che non fossero considerati colonie, come per molti anni fu considerata l’India e altri Paesi asiatici e africani.

In Europa il ruolo inglese fu esattamente quello che attualmente ancora è: la sua connotazione europea è fuori discussione, ma anche le sue molteplici guerre che gli stati europei hanno combattuto tra loro, ma sempre con il suo particolare ruolo di potenza marittima. La potenza della flotta inglese è stata sempre il suo braccio forte e ha sempre evitato che il Paese fosse invaso. Dopo gli antichi tempi dei sassoni, dei vichinghi e dei normanni, l’Inghilterra non fu mai più invasa, neppure da Napoleone e neppure da Hitler. Era lei invece che invase l’Europa più volte. La guerra dei cent’anni ne fu l’esempio principale ma non il solo. Anche la battaglia di Waterloo fu una vittoria inglese e l’isola di Sant’Elena dove Napoleone fu imprigionato e morì era un’isola inglese.

Ai tempi nostri il Regno Unito non fa parte della moneta comune europea. Fa parte della comunità europea dei ventotto Paesi membri dell’Ue, ma con un suo particolare statuto. Non credo che durerà a lungo. Winston Churchill disse nel 1948 che la Gran Bretagna indipendente in una società globale non aveva più senso alcuno. Potrà averlo - disse Churchill - scegliendo o di essere una nuova stella della bandiera americana o d’entrare a far parte in tutte le sue forme dell’Europa che avrebbe dovuto essere anch’essa come gli Stati Uniti d’America. Non so se le parole e il vaticinio di Churchill avranno luogo ma lo stato attuale della Gran Bretagna non è adatto alla società globale come non lo sono gli Stati dell’Ue ancora ben lontani da somigliare agli Usa.