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Opinioni
ottobre, 2023

«L'Italia cresce»: così il governo usa le menzogne per nascondere i problemi del Paese

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Di povertà che dilaga anche nel ceto medio, di inflazione e di sanità negata non si parla. Si blatera, semmai, di risultati positivi e di tutela della famiglia. Mentre si distrae l'attenzione gridando alla fantomatica invasione di migranti. Tutto per convenienza

Nel 1710 come nel 2023 vale il vecchio discorso di Jonathan Swift ne L’arte della menzogna politica: «Un bugiardo politico ha un genio superiore che consiste nel suo inesauribile patrimonio di menzogne politiche che distribuisce con generosità tutte le volte che parla e che, con altrettanta generosità, contraddice mezz'ora dopo. A lui non interessa se una sua affermazione sia vera o falsa ma solo se era conveniente in quel momento affermarla o negarla». Infatti, la comunicazione governativa è quasi tutta, convenientemente, sui migranti, mentre sul resto si glissa, o si seguono i consigli di Swift. Nel famoso pamphlet L’Italia vincente, un anno di risultati, approntato in occasione del primo anniversario del governo Meloni, si afferma infatti che l’Italia cresce «più del previsto» e che l’attenzione politica è concentrata su «famiglie e lavoratori».

 

Eppure si ha la sensazione che famiglie e lavoratori non se ne siano accorti: quanto meno nella sanità pubblica, dove riuscire a ottenere in meno di un anno un esame importante è più difficile che trovare un taxi a Roma. Per non parlare di vicende sconcertanti come quella, resa nota sui social da scrittori e operatori culturali, di Melania, 58 anni, scrittrice, madre di cinque figli, un tumore al quarto stadio e una terapia che potrebbe allungarle la vita con il farmaco Enhertu, che scopre che il medesimo non è ancora dichiarato rimborsabile dall’Agenzia italiana del farmaco per le donne con tumore HER2-low, e che per sperare di sopravvivere più a lungo deve sottoporsi comunque a otto sedute di Enhertu. Costo a seduta, 16.867,40 euro. C’è una raccolta fondi su GoFundMe, “Una cura per continuare a sognare”, ma il problema resta enorme.

 

Uscendo dalla questione sanitaria, ci sono le zucchine e i pomodori a 4 euro e la spesa che, al rientro settembrino, è raddoppiata. Lo aveva già detto, a luglio, il rapporto Ocse, non Jonathan Swift, ricordando che i salari erano calati del 7% alla fine del 2022, mentre Assoutenti, e non Jonathan Swift, aveva già calcolato un rincaro di 190 euro per gli alimentari, di oltre 1.000 per i mutui, di più di 100 per i carburanti. Ma se ne parla molto poco in pubblico, perché l’impoverimento sembra essere diventato faccenda privata, di cui sussurrare con non poco imbarazzo in famiglia o alla cassa del supermercato, come se non fosse invece una questione enormemente politica, da affrontare subito e con chiarezza invece di prefigurare invasioni dal mare e sostituzioni etniche.

 

Il fatto è che la povertà, che riguarda sempre più il famigerato ceto medio, è ancora qualcosa di cui ci si vergogna. Dunque, la cosa preziosa della settimana è la collana Working Class della casa editrice Alegre, diretta da Alberto Prunetti (di cui Feltrinelli ha appena ripubblicato Amianto). La letteratura working class è quella che può far superare la vergogna e farci vedere il mondo com’è: in particolare lo fa La porca miseria di Cash Carraway, best-seller in Gran Bretagna, dove una madre single e povera (assai colpevolizzata dal governo conservatore che vuole tagliare il welfare) racconta la miseria senza titillare il voyeurismo di chi va a visitare le periferie nei tour organizzati per vedere come vivono gli altri. Senza accorgersi che in grande maggioranza stiamo diventando tutti «gli altri».

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