Nel 1710 come nel 2023 vale il vecchio discorso di Jonathan Swift ne L’arte della menzogna politica: «Un bugiardo politico ha un genio superiore che consiste nel suo inesauribile patrimonio di menzogne politiche che distribuisce con generosità tutte le volte che parla e che, con altrettanta generosità, contraddice mezz'ora dopo. A lui non interessa se una sua affermazione sia vera o falsa ma solo se era conveniente in quel momento affermarla o negarla». Infatti, la comunicazione governativa è quasi tutta, convenientemente, sui migranti, mentre sul resto si glissa, o si seguono i consigli di Swift. Nel famoso pamphlet L’Italia vincente, un anno di risultati, approntato in occasione del primo anniversario del governo Meloni, si afferma infatti che l’Italia cresce «più del previsto» e che l’attenzione politica è concentrata su «famiglie e lavoratori».
Eppure si ha la sensazione che famiglie e lavoratori non se ne siano accorti: quanto meno nella sanità pubblica, dove riuscire a ottenere in meno di un anno un esame importante è più difficile che trovare un taxi a Roma. Per non parlare di vicende sconcertanti come quella, resa nota sui social da scrittori e operatori culturali, di Melania, 58 anni, scrittrice, madre di cinque figli, un tumore al quarto stadio e una terapia che potrebbe allungarle la vita con il farmaco Enhertu, che scopre che il medesimo non è ancora dichiarato rimborsabile dall’Agenzia italiana del farmaco per le donne con tumore HER2-low, e che per sperare di sopravvivere più a lungo deve sottoporsi comunque a otto sedute di Enhertu. Costo a seduta, 16.867,40 euro. C’è una raccolta fondi su GoFundMe, “Una cura per continuare a sognare”, ma il problema resta enorme.
Uscendo dalla questione sanitaria, ci sono le zucchine e i pomodori a 4 euro e la spesa che, al rientro settembrino, è raddoppiata. Lo aveva già detto, a luglio, il rapporto Ocse, non Jonathan Swift, ricordando che i salari erano calati del 7% alla fine del 2022, mentre Assoutenti, e non Jonathan Swift, aveva già calcolato un rincaro di 190 euro per gli alimentari, di oltre 1.000 per i mutui, di più di 100 per i carburanti. Ma se ne parla molto poco in pubblico, perché l’impoverimento sembra essere diventato faccenda privata, di cui sussurrare con non poco imbarazzo in famiglia o alla cassa del supermercato, come se non fosse invece una questione enormemente politica, da affrontare subito e con chiarezza invece di prefigurare invasioni dal mare e sostituzioni etniche.
Il fatto è che la povertà, che riguarda sempre più il famigerato ceto medio, è ancora qualcosa di cui ci si vergogna. Dunque, la cosa preziosa della settimana è la collana Working Class della casa editrice Alegre, diretta da Alberto Prunetti (di cui Feltrinelli ha appena ripubblicato Amianto). La letteratura working class è quella che può far superare la vergogna e farci vedere il mondo com’è: in particolare lo fa La porca miseria di Cash Carraway, best-seller in Gran Bretagna, dove una madre single e povera (assai colpevolizzata dal governo conservatore che vuole tagliare il welfare) racconta la miseria senza titillare il voyeurismo di chi va a visitare le periferie nei tour organizzati per vedere come vivono gli altri. Senza accorgersi che in grande maggioranza stiamo diventando tutti «gli altri».