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Opinioni
gennaio, 2024

Dopo Stefano Bandecchi dobbiamo aspettarci lo sdoganamento di rutti e scoregge?

Le parole del sindaco di Terni sugli uomini che guardano le donne aprono a nuovi possibili scenari a destra. Di degrado. le pagelle della settimana

CHI SALE

 

MICHELLE OBAMA
E se fosse la signora LaVaughn Robinson, coniugata Obama, a sfidare quel Donal Trump che dopo la vittoria nel New Hampshire è sempre più vicino alla ricandidatura? Per ora è solo una voce, rilanciata da un editoriale del New York Post, ma nelle primarie americane il fattore età sta diventando sempre più centrale (Joe Biden ha 81 anni, Trump 77) e tra i democratici si fa strada l’idea che se si vuole scongiurare il ritorno di Trump bisogna scegliere l’uomo giusto, anzi la donna giusta: lei.

 

Arianna Meloni

 

ARIANNA MELONI
Che la sorella maggiore della presidente del Consiglio fosse diventata la sua vera alter ego in via della Scrofa, sede di FdI, si sapeva già. Ma al congresso del partito di Firenze – l’unica grande città dove la sinistra non ha mai perso, nell’ultimo mezzo secolo – Arianna Meloni ha fatto il suo esordio da protagonista, e gli italiani hanno scoperto che parla proprio come sua sorella. Stessi argomenti, stessa postura, stessa voce: ormai Fratelli d’Italia è nelle mani delle sorelle d’Italia.

 

MIKE MAIGNAN
Non è il primo calciatore di colore a essere diventato il bersaglio dello scherno incivile degli ultras, ma è stato il primo in Italia a reagire con una decisione clamorosa – l’abbandono immediato del campo – che ha costretto tutti a fare i conti con il razzismo negli stadi. E finalmente il giudice sportivo ha stabilito una sanzione esemplare: la prossima partita l’Udinese la giocherà a porte chiuse. Se anche nel calcio qualcosa cambierà, sarà grazie al coraggio del portiere del Milan.

 

 

CHI SCENDE

 

GIORGIA MELONI
Ha limitato le conferenze stampa allo stretto indispensabile. Partecipa solo ai talk show dei conduttori che considera amici fidati. Usa il sarcasmo contro i giornalisti che le fanno domande spinose. E risponde alle critiche di Repubblica chiamando in causa il suo editore, come se ogni sera John Elkann dettasse i titoli di prima pagina. Insomma, si muove come se non sapesse che in una democrazia il compito della stampa libera è quello di fare il cane da guardia (ma della democrazia, non del governo).

 

Elly Schlein

 

ELLY SCHLEIN
Poteva alzare la voce sulla legge veneta per il fine vita, ma non l’ha fatto. Voleva allearsi con i Cinque Stelle, ma Giuseppe Conte ha respinto il suo corteggiamento. Poteva raccogliere al volo la sfida di Giorgia Meloni – e decidere di candidarsi anche lei in tutti i collegi – ma ha preso tempo. La segretaria del Pd appare sempre di più come una leader sola e indecisa a tutto. E ora anche i suoi fedelissimi aspettano le elezioni europee di giugno, che per lei saranno un’ordalia.

 

STEFANO BANDECCHI
Se il sindaco di una città civile come Terni, uno che si vanta di aver fondato nientemeno che tre università e che è presidente di una squadra di calcio femminile – la Ternana Women – rivendica il diritto di dire a voce alta che «un uomo normale guarda il culo di una donna e ci prova», annunciando subito dopo che si candiderà in tutta Italia alle Europee, è il segno che alla destra del generale Vannacci si è aperta una gara a chi sdogana più velocemente il rutto e la scoreggia.

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