Opinioni
29 agosto, 2025Articoli correlati
Nonostante secoli di studi, resta un enigma. Ma la risposta, forse, abita dentro l’essere umano
Ci sono domande che attraversano i secoli restando senza risposta. Una di queste è: che cos’è il tempo? Filosofi prima e scienziati poi hanno cercato di definirlo, di analizzarlo, di misurarlo. Eppure continua a sfuggirci. Lo viviamo ogni giorno, è la sostanza stessa della nostra esistenza e tuttavia resta un mistero irrisolto, anche se poche questioni sono state oggetto di studio, di dialogo e di discussioni tra scienza e filosofia quanto il tempo.
La nostra scelta di dedicare la copertina di questa settimana al “mistero del tempo” non pretende di dare risposte, ma vuole ricordare a noi stessi che la domanda resta aperta e che, nonostante i secoli di scienza, non possediamo il tempo: lo abitiamo, lo attraversiamo, ne siamo fatti. È la materia stessa della nostra esistenza.
Abbiamo affidato al filosofo Giacomo Marramao il compito di guidarci in questo viaggio affascinante che parte da Platone e Aristotele per continuare con Agostino e arrivare, attraverso Galileo e Newton, a Einstein che ribalta ogni certezza: il tempo non è assoluto, ma relativo. Si dilata o si restringe a seconda della velocità con cui ci muoviamo e della gravità a cui siamo sottoposti. A metà del secolo scorso, Hawking ci ha ricordato che il tempo stesso ha avuto un’origine – il Big Bang – e che forse potrebbe esistere un “tempo immaginario” per descrivere l’universo primordiale.
E mentre la fisica interroga il cosmo, altre discipline hanno portato il discorso dentro di noi. Le neuroscienze ci dicono che il tempo non lo misuriamo soltanto: lo costruiamo. Il cervello, come mostrano alcune ricerche, non ha un orologio unico, ma reti neurali che ci fanno percepire un minuto come eterno o un’ora come fugace. La biologia, a sua volta, ci ricorda che il tempo scorre anche nelle cellule: i ritmi circadiani, scoperti da Franz Halberg, uno dei fondatori della cronobiologia moderna, governano il nostro sonno, il nostro metabolismo, la nostra salute.
Oggi il dibattito è più vivo che mai. Alcuni studiosi affermano che il tempo non esiste, che il mondo è una collezione di fotogrammi statici, altri difendono l’idea opposta: il tempo è reale, fondamentale, non un’illusione. L’italiano Carlo Rovelli ci invita a cambiare prospettiva: il tempo non è universale, ma relazionale, emerge dalle interazioni tra fenomeni. Nel suo libro “L’ordine del tempo” (Adelphi) ci dice che «pensiamo comunemente il tempo come qualcosa di semplice, fondamentale, che scorre uniforme, incurante di tutto, dal passato verso il futuro, misurato dagli orologi. Nel corso del tempo si succedono in ordine gli avvenimenti dell’universo: passati, presenti, futuri; il passato è fissato, il futuro aperto… Bene, tutto questo si è rivelato falso». E così, secondo Rovelli, «la natura del tempo resta il mistero forse più grande. Strani fili lo legano agli altri grandi misteri aperti: la natura della mente, l’origine dell’universo, il destino dei buchi neri, il funzionamento della vita. Qualcosa di essenziale continua a riportare alla natura del tempo».
Il tempo è il filo che tiene insieme la storia e le vite individuali. È l’unica risorsa che non si accumula, che non si ricicla, che non si compra. E se la scienza non ha ancora trovato il suo segreto, forse è perché non c’è un segreto da scoprire: il tempo non è fuori di noi, siamo noi. Perché il tempo non è soltanto ciò che scorre: è ciò che siamo mentre scorre. E il mistero, forse, è proprio questo.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Il mistero del tempo - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 29 agosto, è disponibile in edicola e in app