Opinioni
11 febbraio, 2026Progetti come la quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino danneggiano l’ambiente e la salute
Il consiglio comunale di Fiumicino lo scorso 13 gennaio ha approvato la delibera 42/2025 per “riperimetrare” la Riserva naturale statale del Litorale Romano. L’obiettivo? Far posto alla quarta pista per l’aeroporto. Per il piano di sviluppo al 2046 presentato da Enac e Aeroporti di Roma bisogna ampliare lo scalo e raddoppiare il traffico di passeggeri, passando dagli attuali 50 milioni all’anno a 100 milioni. I soldi necessari, circa nove miliardi, saranno messi da Aeroporti di Roma, società del gruppo Mundys.
Il presidente della regione Lazio, Rocca, si è detto da subito favorevole alla quarta pista, a suo dire necessaria a far crescere l’economia e sviluppare il turismo, specificando che va bene la tutela dell’ambiente ma senza pregiudiziali ideologiche. Anche il sindaco di Fiumicino, Baccini, che in campagna elettorale sosteneva come non fosse più possibile cedere terreno pregiato all’aeroporto, oggi rivendica la scelta del progetto. Entrambi si affidano all’illusione della crescita economica per risolvere i problemi e costruire consenso sulle loro scelte. Eppure, da tempo siamo consapevoli che la crescita del Pil non basta a indicare se una comunità o un Paese stiano meglio.
La crescita non si traduce automaticamente in un aumento dei posti di lavoro, in una migliore salute pubblica e una redistribuzione della ricchezza. Gli investimenti fatti pensando solo alla crescita economica generano impatti negativi e costi enormi su comunità e territori. Vorremmo chiedere a Rocca e Baccini, fin dove dovrebbe crescere l’aeroporto? Il progetto riduce la Riserva naturale? Perché decisioni del genere non vengono discusse in forme pubbliche e trasparenti? Qual è il limite da porre alla crescita del turismo, visto che l’iperturismo rappresenta già adesso un problema per Roma, per le comunità limitrofe e per gli altri settori dell’economia? I comitati di cittadini, le associazioni Italia Nostra, Lipu, Wwf, Legambiente e Fai sono subito intervenute per denunciare gli enormi rischi di un progetto che diminuisce un polmone verde di 16mila ettari.
La riperimetrazione per realizzare la quarta pista consiste in una sottrazione del territorio che frammenta il paesaggio di un’area di altissimo valore, costituita da relazioni complesse tra sistemi biologici e storico-archeologici. È proprio questo il punto: nelle condizioni di degrado ecologico e riduzione della biodiversità in cui versa il Lazio, i progetti promossi da Confindustria e grandi multinazionali attraverso i rappresentanti istituzionali delle destre sono deleteri per l’ambiente, la salute pubblica e le economie locali. I comitati FuoriPista e Tavoli del Porto denunciano come il progetto della quarta pista sia legato a quello del mega porto crocieristico voluto dalla Royal Caribbean, che punta a costruire sul litorale di Fiumicino le più grandi navi da crociera al mondo, nonostante i fondali insufficienti sin dai tempi di Traiano.
Due opere diverse accomunate da consumo di suolo, compromissione di ecosistemi fragili, aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, sovraccarico della mobilità e delle infrastrutture locali, peggioramento delle condizioni di salute dei residenti esposti a emissioni nocive, rumore e stress ambientale. Entrambi i progetti rispondono a una logica estrattiva e speculativa che privilegia interessi economici di breve periodo, da cui traggono profitto poche persone ricche. Serve un dibattito pubblico e trasparente per fermare progetti che rischiano di renderci ancora più poveri, altro che sviluppo. Facciamo Eco!
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