Opinioni
26 febbraio, 2026Mentre manca ancora una legge per il consumo di suolo, rimane inattuato il piano sugli adattamenti
Italia sotto scacco degli eventi meteorologico estremi. Nel 2015 sono stati 60, lo scorso anno 376. In dieci anni sono aumentati di sei volte. Mentre il governo insegue presunti terroristi aiutati da presunte toghe rosse, ignora le priorità del Paese e nasconde le proprie responsabilità dinanzi alla crisi climatica. Il rapporto dell’Osservatorio città clima di Legambiente presentato qualche settimana fa con il Gruppo Unipol non lascia spazio a dubbi, fotografando l’accelerazione anche in Italia. La crescita degli eventi meteorologici estremi sta causando enormi danni ai nostri territori, alle persone e alle attività economiche. Ondate di calore, siccità, esondazioni fluviali, vento forte e alluvioni sono costati quasi 12 miliardi di euro secondo uno studio dell’Università di Mannheim. E sono destinati a crescere oltre i 34 miliardi di euro nel 2029.
Il 2025 è stato il secondo anno con il numero più alto di eventi estremi mai registrato nella storia della Repubblica. Tra questi: 139 gli eventi per allagamenti da piogge, 86 per danni da vento, 37 per esondazioni fluviali. Rispetto all’anno precedente crescono del 94% gli eventi estremi legati alle alte temperature, così come aumentano del 42% quelli legati alle frane da piogge intense e del 28,3% quelli provocati dal vento forte. Il Nord Italia risulta la zona più colpita del Paese, seguita dal Sud e Centro. Lombardia e Sicilia le regioni più esposte, rispettivamente con 50 e 45 casi. La crisi climatica fa danni anche ai trasporti: sono stati 24 gli eventi estremi che hanno provocato danni e ritardi al trasporto pubblico locale.
Perché continuano a crescere gli eventi meteorologici estremi? Innanzitutto, a causa dell’aumento dei gas climalteranti come la Co2 emessi in atmosfera. Non rispettare le indicazioni della scienza, le convenzioni internazionali e gli impegni presi dai governi per mitigare gli effetti della crisi ecologica ci espone a maggiori pericoli e a una costante insicurezza sociale e ambientale. È sempre più forte la minaccia che le nostre vite, le nostre attività economiche, i nostri affetti, la nostra memoria possano essere danneggiate o addirittura spazzate via da uno dei tanti eventi estremi che colpiscono il Paese.
Che fare per evitarlo? Ridurre le emissioni di Co2 e investire nelle 361 misure individuate per attuare il Pnacc- Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Approvato alla fine del 2023, il Pnacc non è mai stato attuato e ha finito per rallentare e delegittimare la redazione di Piani locali di adattamento al clima che sono indispensabili per affrontare concretamente la crisi a livello territoriale. Mentre manca ancora una legge per il consumo di suolo, essenziale per mettere in sicurezza cittadini, territori e attività economiche.
Il governo su questa come su altre priorità politiche è impreparato. Mentre Niscemi sprofonda sotto i nostri occhi chi dovrebbe intervenire nega la crisi climatica e taglia nella legge di Bilancio i fondi necessari per mettere in sicurezza il territorio e i suoi abitanti, per poi dichiarare che sono i giudici a rendere insicuri i cittadini. Meloni e i suoi ministri mentono avvelenando il Paese con la loro ossessione per magistrati, giornalisti liberi e contro chiunque la pensi diversamente, tutti “colpevoli” di continuare a difendere l’architettura istituzionale costituzionale e il patto di civiltà nato dalla vittoria sul nazifascismo. Con le loro scelte stanno condannando il Paese al degrado ecologico e milioni di cittadini a insicurezza e precarietà. Facciamo Eco!
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