Opinioni
3 febbraio, 2026Il disegno di una svolta autoritaria è manifesto con lo svilimento dello Stato costituzionale
E adesso arrestano pure i bambini (dopo averli già messi in gabbia coi genitori l’anno passato). La furia sconsiderata dell’Immigration and Customs Enforcement si abbatte sull’infanzia, con l’arresto da inizio 2026 di almeno 4 minori dello stesso distretto scolastico di Minneapolis. L’ultima vittima minorenne è stato un bambino di 5 anni, Liam Conejo Arias, usato come esca per prendere il padre, la cui foto – circondato dagli agenti a volto coperto (come dei banditi) – ha tristemente fatto il giro del mondo. Con tanto di squallida e ridicola pseudo-giustificazione del “dipartimento dei confini (e delle barriere)”, che ha sostenuto di avere «messo in sicurezza» il bimbo mentre il padre fuggiva: l’ennesimo atto inaccettabile di quella che è una polizia politica di Trump a tutti gli effetti, priva di freni legali – sono emersi i documenti dell’Amministrazione che le garantiscono l’impunità e ne estendono illecitamente le prerogative –, e stipata di ex assaltatori del Campidoglio graziati dal loro presidente. Ovvero, una squadraccia che pattuglia e uccide nelle strade delle città americane con equipaggiamenti da Iraq e Afghanistan, senza neppure poter (né voler) fingere di «esportare la democrazia».
Il braccio armato dell’ICE si configura, in tutto e per tutto, come un corpo paramilitare, oramai in totale continuità con le milizie armate suprematiste (con cui condivide diversi membri), accostabile a quelli che hanno infestato l’Europa degli anni Venti e accompagnato l’ascesa dei totalitarismi. D’altronde, il loro “comandante in capo” non fa più nulla per occultare il disegno di una svolta autoritaria, piegando la rule of law, e svuotando – insieme ai suoi amici-cortigiani, gli oligarchi di Big Tech – lo Stato costituzionale. È l’inveramento del fascismo postmoderno paventato da una grande firma di questo settimanale, Umberto Eco. Malauguratamente, infatti, assistiamo al moltiplicarsi senza sosta dei segni dell’avvento al potere del «fascismo americano», e le similitudini si sprecano, al punto che il Maga risulta rietichettabile come «il Mussolini americano grida ancora». Le camicie brune e mimetiche dei pretoriani dell’ICE, appunto. Lo squadrismo delle mobilitazioni dei militanti che rievoca la marcia su Roma, da ultimo quella cosiddetta contro le frodi, a Minneapolis, in difesa del “guerriero” ICE che ha assassinato la pacifica Renée Good. Trump vuole “spezzare le reni” alla Danimarca per appropriarsi della Groenlandia, con uno stile e una retorica da dittatura degli anni Trenta. L’alt-right adotta con sempre maggiore frequenza i simboli e le allegorie del ventennio – e gli esempi sono ancora tanti. L’arcipelago Maga rappresenta una delle facce del prisma odierno dell’estrema destra (altro che conservatorismo…), il volto realizzato del fascismo americano, quello che affonda le sue radici nel funesto esperimento politico – finito a fucilate – del “Kingfish”, il governatore della Louisiana (1928-1932) Huey P. Long. Una delle genealogie del “T-Rex” alla Casa Bianca, come lo ha efficacemente definito il governatore della California Gavin Newsom (che si sta ritagliando comunicativamente il profilo di suo antagonista). I Maga violenti andrebbero sottoposti alla medesima pena integrativa prevista dai giudici brasiliani per il loro sodale Jair Bolsonaro: leggere libri sulla democrazia, e scriverne dei resoconti per mostrare di averli compresi.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Occorsio magistrato solo - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 30 gennaio, è disponibile in edicola e in app



