Innovazione
3 febbraio, 2026Da novembre è possibile consultare gli Epstein Files come se fossero in una casella di posta elettronica, aggiornata con gli ultimi documenti del dipartimento di Giustizia. I creatori dell’interfaccia di consultazione, che si ispira al servizio mail di “big G”, sono al lavoro per aggiornarla con tutti i nuovi documenti rilasciati dal governo americano
L’isola che non c’è. Il caso Epstein si infittisce: il 30 gennaio il dipartimento di Giustizia americano ha reso pubblici nuovi documenti che aggiungono fosche luci all’affaire più torbido degli ultimi anni. A seguito dell’ordinanza del tribunale federale di Manhattan, dopo anni di battaglie legali, il presidente Donald Trump ha dovuto firmare l'Epstein Files Transparency Act, nel novembre 2025. E da allora, un po' per volta, vengono rivelati i contenuti di questa “scatola nera” dell’esercizio di potere deviato degli ultimi 30 anni.
Cosa è jmail
Riley Walz è un artista digitale e Luke Igel è un software engineer, Ceo dell’azienda Kino, che realizza video digitali con IA. Insieme hanno dato vita a Jmail, una piattaforma che facilita la consultazione degli Epstein Files all’interno di questa massa disordinata di informazioni. Da fine novembre 2025 il sito raccoglie le comunicazioni elettroniche rilasciate dal dipartimento di Giustizia e le presenta in un formato friendly: sembra infatti di consultare un semplice servizio di posta elettronica. Il creatore Walz, sul suo account X, ne ha parlato come di uno strumento utile per fornire all’opinione pubblica gli strumenti necessari per capire meglio quello che sta succedendo. “Invece che aprire a caso pdf o file, Jmail permette di ‘leggere la posta’ e fare delle ricerche tematiche”.
l'ingombrante dossier
I file Epstein non contengono gli atti del processo, ma tutte le informazioni che – per anni – sono state raccolte per voyeurismo, forse, e che sono diventate uno strumento di ricatto per gli uomini di potere, in pieno stile "Honey Trapping". Pochi giorni fa sono state desegretate nuove email, fascicoli, deposizioni, verbali e documentazione investigativa, una quantità di dati enorme e di complessa consultazione: milioni di pagine spesso non catalogate e caricate in forma grezza. È uno dei dossier giudiziari più ingombranti e controversi della storia recente statunitense, che si arricchisce ora dei volumi 9, 10, 11 e 12 degli “Epstein files”, quasi 300 gigabyte di nuovo materiale relativo al caso che sta portando conseguenze politiche, mediatiche e giudiziarie, di lungo periodo.
il contenuto esplosivo
Jmail fornisce all’utente una sorta di casella di posta virtuale: messaggi in entrata e in uscita, una lista dei contatti più frequenti, una barra di ricerca e la possibilità di contrassegnare le email considerate rilevanti, in pratica un accesso privilegiato ai documenti che raccontano una delle vicende più controverse dell’America del potere, di trent’anni fa. Jmail riorganizza i dati resi pubblici dalle autorità, abbassando la soglia di accesso a un archivio che, altrimenti, sarebbe rimasto appannaggio di pochi specialisti.
aggiornamento continuo
“Il team di Jmail sta processando rapidamente quasi un milione di Pdf rilasciati dal governo”, si legge nel post del 31 gennaio che Riley Walz ha pubblicato su X per aggiornare gli utenti. “Siamo in dieci e siamo al lavoro per aggiungere 300 GB di documenti all’archivio online”, ma nel frattempo, avvisa l’artista digitale, tutti i file pubblici sono disponibili sul Drive di Jmail. L’archivio infatti non è statico: i nuovi messaggi vengono integrati progressivamente, seguendo il ritmo dell’indicizzazione dei volumi ancora in lavorazione. Una volta completato il processo, sarà attiva anche la ricerca full-text, che consentirà di interrogare l’intero corpus testuale in modo sistematico, incrociando nomi, date e contenuti.
fascicolo epstein
L’inchiesta su abusi sessuali e traffico internazionale di minori: i crimini che potrebbero essere stati commessi dalla “cricca” di Epstein sono efferati e perpetrati nel tempo. E la loro gravità crea un nodo che intreccia giustizia, potere e responsabilità istituzionale. È vero che i protagonisti, oggi, non occupano più le stesse posizioni di potere dell’epoca, non tutti almeno. Nei file pubblici ci sono nomi e cognomi, vengono chiamati in causa gli ambienti della politica, della finanza e dell’accademia e figure pubbliche di primo piano. Dal canto suo, uno strumento come Jmail ridefinisce il modo in cui l’opinione pubblica può avere accesso ad archivi giudiziari di questa portata.
Archivi digitali sensibili
L’opinione pubblica ha il diritto di essere informata. Questa vicenda e l’avvento di Jmail segnano una nuova fase nella gestione degli archivi digitali sensibili. Da una parte c’è la volontà istituzionale di aprire al pubblico materiali di enorme rilevanza, dall’altra la necessità di strumenti che trasformino quella trasparenza formale in accesso reale. Il caso Epstein, anche sotto questo profilo, continua a rappresentare un laboratorio per il rapporto tra informazione, tecnologia e giustizia. Il Dipartimento di Giustizia ha chiarito che nuovi documenti continueranno ad essere “desecretati”, man mano che il processo di trattamento dei dati verrà completato. E questo potrebbe farci guardare all’America di ieri, e di oggi, con occhi diversi. CHATGPTTTOSO?!?
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