Opinioni
25 marzo, 2026L’industria della morte e del veleno alimenta l’ego di una élite di miliardari suprematisti e razzisti
28 March, Together Alliance! Centinaia di associazioni, reti di cittadinanza attiva, gruppi ecologisti, sindacati, artisti, scenderanno in piazza il prossimo 28 marzo per una grande mobilitazione internazionale che attraverserà le strade di Minneapolis, Londra, Roma, Atene, Stoccolma e altre ancora. Lo faranno il giorno prima della partenza fissata per la nuova Global Sumud Flotilla, che salperà con il suo carico di umanità per Gaza. Tutte e tutti unite dallo stesso sentimento contro quelli che vengono chiamati i nuovi Re.
Il movimento No Kings scenderà in piazza in contemporanea in diversi luoghi aggrediti in questi ultimi mesi da politiche liberticide, antisociali e repressive portate avanti dalle destre. Con l’obiettivo di connettere le tante lotte in corso, per dare gambe e spazio a chi rappresenta un’alternativa ai nuovi Re e alle loro guerre.
In Italia i No Kings promuovono due giorni di mobilitazione. Il 27 con un grande concerto alla Città dell’Altra Economia in cui si esibiranno, tra gli altri, Ditonellapiaga, Assalti Frontali, Willie Peyote, Gemitaiz, Giancane, Giulia Mei. Il 28 con una manifestazione internazionale che partirà da piazza della Repubblica per rimettere al centro dell’agenda politica l’impegno per contrastare la svolta autoritaria introdotta con i pacchetti sicurezza del governo Meloni e il piano di riarmo europeo con la sua folle corsa agli armamenti. Con l’obiettivo di restituire voce a milioni di cittadini resi invisibili dalle scelte di chi governa e riportare al centro del dibattitto politico le priorità della stragrande maggioranza del Paese: lavoro, sanità pubblica, casa, riconversione ecologica, parità di genere, partecipazione. Sollevando una questione dirimente per la sopravvivenza della democrazia: la politica è in grado di limitare il potere delle lobby del fossile e delle armi? L’ultimo rapporto Sipri mostra come l’export di armi italiano sia cresciuto del 157% negli ultimi cinque anni. Mentre diminuiscono redditi, salari, salute, opportunità e diritti. È il nuovo made in Italy promosso dai fratelli di Trump al governo. Grazie ai quali gli Usa hanno registrato il picco di vendite verso l’Europa, oltre a essere i maggiori esportatori di armi in Medio Oriente (di democrazia ne esportano meno, possedendone ormai poca).
La questione politica messa al centro dalla mobilitazione internazionale del 28 è questa: con i soldi che dovevano essere usati per le politiche sociali, la salute pubblica, il contrasto al collasso climatico e la riconversione industriale ed energetica, stanno arricchendo l’industria della morte e del veleno, alimentando l’ego di una élite di miliardari suprematisti e razzisti. Dobbiamo dircelo senza infingimenti: siamo dinanzi a un’oligarchia legata mani e piedi a fossili e armi che si muove senza scrupoli, fuori dalle regole condivise del diritto internazionale, ritenuto un freno agli affari, che gioca con le sorti del mondo, riducendolo a oggetto di conquista per i propri interessi. Non si tratta solo di manifestare ma di costruire insieme a tanti e diversi una risposta politica in grado di tirarci fuori dalla palude pericolosa in cui siamo, come dice il movimento No Kings. Iniziando a connettere lotte e punti di vista apparentemente slegati, uniti invece dalla relazione tra giustizia sociale e ambientale, tra ecologia, salute e lavoro, tra riconversione ecologica e pace. Per un’Alleanza Insieme. Facciamo Eco!
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