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Politica
ottobre, 2010

Verdiglione Spa

Psicoanalista e craxiano d'assalto negli anni d'oro, il filosofo torna in pista alla guida di un impero economico. Che va dalla cultura ai matrimoni fino alle feste alla "Eyes Wide Shut"

Cantaci, o Diva, Armando Verdiglione, filosofo, psicoanalista, immobiliarista. Imprenditore con oltre un miliardo di patrimonio ma con denaro insufficiente a pagare i dipendenti, che devono rivolgersi al giudice. Craxiano con un passaggio alla casella prigione, resuscitato durante il berlusconismo, capace di accogliere a villa San Carlo Borromeo, la sua umile dimora trecentesca di Senago in bassa Brianza (300 milioni di euro di valore), intellettuali come Edgar Morin, Alain Finkielkraut e, in passato, Eugène Ionesco, Jorge Luís Borges, Jacques Lacan. L'emigrante di Agromastelli, frazione di Caulonia nella Locride, ha saputo diventare amico del bibliofilo Marcello Dell'Utri. Ha ricevuto il governatùr lombardo Roberto Formigoni, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, il potente Gaetano Miccichè di Banca Intesa. Insieme alla moglie Cristina Frua De Angeli, erede di un'antica famiglia meneghina, ha costruito una galassia di società che ha la stessa trasparenza del periodare verdiglioniano, condensato nel Dizionario di cifrematica.


Esempio. "Duello: le cose procedono dal due. Corpo e scena. Corpo immortale e scena originaria. Non il corpo mortale e sacrificabile o sacrificale. Non la scena del negativo, del male, della corruzione, del peccato. Duello, ironia: il modo del due. La speranza, il futuro, la preghiera, l'eucaristia: è questa l'ironia, il modo dell'inconciliabile. Il modo del due, corpo e scena. L'inconciliabile. Leonardo da Vinci dice chiaroscuro. Nel contrasto chiaroscuro si tratta dell'inconciliabile. Né tutto chiaro né tutto scuro. Chiaroscuro: l'inconciliabile".

Verdiglione, 66 anni a novembre, persiste a conciliare l'inconciliabile. Di qua, i maestri russi dell'Ottocento. Di là, i matrimoni nel nuovo gazebo da mille posti inaugurato in settembre nei 10 ettari del parco di Villa Borromeo. Da una parte, la festa della filosofia (marzo 2010) e l'annuale festival della modernità. Dall'altra, l'evento molto speciale del Capodanno 2010, quando l'ex dimora del cardinale Federigo Borromeo è stata data in affitto alla Castle Events, società dello svizzero Andrej Lorenc che organizza party per scambisti mascherati nello stile di "Eyes Wide Shut" di Stanley Kubrick. Niente pubblicità, si intende. Solo qualche foto e una sobria descrizione della festa nel sito della Castle events, a ricordare le 75 coppie presenti e la cena da cinque portate seguita da un "unrestrained party" proseguito fino alle sette di mattina nella stanza 115.

Tempi difficili, d'altronde. Bisogna prendere quello che viene. Anche se il calendario delle manifestazioni aziendali a villa Borromeo continua ad essere affollato. Soltanto per fare qualche nome, hanno affittato le strutture della residenza per i loro eventi società come Mazda, Bp, Fastweb, Intesa Sanpaolo. I vertici di Mediaset si sono riuniti a Senago per definire la stagione 2010-2011 dei canali in chiaro e della piattaforma criptata di Premium.

Terminati matrimoni e convention, il sabato ruota attorno alla cultura. Verdiglione, che trascorre la settimana negli uffici-residenza di via Gabba, dietro via Montenapoleone, apre il ricevimento alle 9 di mattina. Accoglie i suoi collaboratori principali: Fabiola Giancotti, il responsabile finanza Rino Poli, Anna Gloria Mariano, che segue i grandi eventi, e un personaggio quasi altrettanto flamboyant quanto il guru calabrese. Si tratta di Guido Crapanzano, ex cantante anni Sessanta con il nome di Guidone, tra i fondatori del clan Celentano, presente come gruppo d'appoggio al concerto milanese dei Beatles, e oggi consulente filatelico di Bankitalia su nomina dell'ex governatore Antonio Fazio, dopo avere partecipato all'ideazione dell'euro con il gruppo di esperti della Bce. L'atmosfera sembra diversa da quella degli anni Ottanta, quando il filosofo venne arrestato, poi condannato a quattro anni per truffa e circonvenzione di incapace, nonché apparentato a un santone che si approfittava di seguaci troppo creduli.

Molti dei manager di oggi sono anche soci delle fondazioni, movimenti e università che controllano le società di capitali dove ogni anno entrano, all'incirca, 320 milioni di euro di ricavi. A giudicare dai conti, sono attività in ottima salute, con debiti lordi di gruppo di poco superiori ai 100 milioni di euro, cioè nulla rispetto al patrimonio dichiarato. Anche a fare la tara alle perizie sulle opere d'arte, realizzate da sodali del filosofo per un valore di molti milioni di euro, gli immobili sono più che sufficienti a tenere tranquille le banche finanziatrici.

La gallina dalle uova d'oro è villa Borromeo. Acquistata nel 1983, la residenza fattura da sola quasi 150 milioni di euro. La sua posizione è altamente strategica, visto che si trova a sette chilometri dalla nuova Fiera di Milano di Rho-Pero e a dieci chilometri dall'area espositiva di Fiera Milanocity, nell'area del Portello. Questo significa contiguità con i terreni dove sorgeranno, Formigoni permettendo, i padiglioni dell'Expo milanese del 2015. Di fatto, la struttura di Senago finirà integrata nello spazio dell'esposizione universale a nord-ovest di Milano.

Questo dovrebbe avere conseguenze positive sui profitti da distribuire ai soci. Chi siano i fortunati è difficile dire, considerata la presenza di sigle molto riservate: il Movimento cifrematico, l'Associazione cifrematica e l'Associazione del Museo di villa Borromeo, le fondazioni Modernitas e, la più roboante, la Fondazione Culturale Internazionale Armando Verdiglione Università del Secondo Rinascimento.
A fianco di questi club esclusivi, c'è una batteria di holding estere: le britanniche Coffsharb, Aleph City, Wisden Rock, e la svizzera Geston di Sion, che risulta in liquidazione agli atti del registro elvetico aggiornati al luglio 2010. A disposizione di questa rete oscura, ci sono le italiane Stalo, Zephyros, Events and Hospitality, la cooperativa Sanitas atque salus e la Frua De Angeli Holding, che ha incorporato la più vecchia e la più giovane delle proprietà di Verdiglione.

La prima è Spirali, la casa editrice che ha segnato il debutto del filosofo trent'anni fa e che, a detta del fondatore medesimo, "ha promosso intraprese molteplici dagli effetti incommensurabili" oltre ad avere "acquisito una notorietà immensa tanto da diventare mito e leggenda". Dentro Frua De Angeli Holding c'è anche l'ultimo affare del gruppo Verdiglione, la villa Rasini a Medolago, una frazione del comune brianzolo di Limbiate. Anche questa è una residenza realizzata nel Quattordicesimo secolo. L'acquisto risale a quattro anni fa. La Frua De Angeli holding l'ha comprata dalla famiglia triestina Baldassarre per una valutazione che si aggira attorno ai 16 milioni di euro. In più, va calcolato l'investimento necessario a rendere funzionale l'immobile. La villa ha bisogno di essere completamente restaurata e per questo sono in corso contatti con la giunta comunale amministrata da Antonio Romeo.

Fra Verdiglione e il sindaco di Limbiate, rieletto con un tonante 61 per cento alle ultime municipali, ma bocciato come consigliere regionale al voto del 2010, ci sono origini comuni nella provincia di Reggio Calabria. Finora la ristrutturazione di villa Rasini, approvata dalla giunta comunale, stenta a prendere piede, anche se nel 2008 Bondi ha autorizzato i lavori che dovrebbero portare alla realizzazione di un centro congressi, un albergo di 130 stanze, una spa e un ristorante.

Ma il gruppo Verdiglione sembra non disporre dei fondi necessari a realizzare le opere per decine di milioni di euro che avrebbero dovuto concludersi nel 2010 e che sono ancora molto indietro. Il quadro politico locale non aiuta. La Brianza Felix e i suoi amministratori sono finiti coinvolti in pesanti polemiche, dopo che a luglio la Direzione distrettuale antimafia di Milano guidata da Ilda Boccassini ha arrestato 300 esponenti della 'ndrangheta e ha individuato in Limbiate uno dei centri di massima infiltrazione del crimine organizzato calabrese in Lombardia. Le 'ndrine hanno scarsi interessi filosofici ma adorano l'edilizia.

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