"È stanco, dorme poco, addirittura si appisola durante le occasioni pubbliche". Così, secondo Wikileaks, l'ambasciata Usa raccoglieva le preoccupazioni degli amici di Berlusconi, circa il suo stato di salute. Qualcuno ammetteva di vederlo sofferente, altri riferivano che era afflitto da un dolore al collo che gli impediva di dormire. E ancora, c'era qualcuno che sosteneva che il suo umore fosse intaccato dagli effetti collaterali degli antidolorifici. Gli americani in ogni caso avevano anche collegato i suoi disturbi del sonno ai presunti festini e ai problemi giudiziari. Fatto sta che il Cavaliere si addormenta ormai sempre più di frequente. L'ultima occasione in ordine cronologico risale a due giorni fa, in presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma da cosa dipende l'ipersonnia di Berlusconi, quali le possibili cause e le presunte conseguenze? Ne abbiamo parlato con il professor Luigi De Gennaro, del dipartimento di psicologia della Sapienza, esperto di psicofisiologia del sonno normale patologico, editor del Journal Sleep Research.
Professor De Gennaro, Berlusconi ci sta abituando ai sui improvvisi colpi di sonno. A quanto pare nelle occasioni pubbliche non riesce a restare sveglio. Quali possono essere le cause?
"L'eccessiva sonnolenza diurna e colpi di sonno inintenzionali hanno sempre una o più cause da cui possono dipendere. Esistono ipersonnie indotte dalla carenza di sonno vera propria, e dall'assunzione di alcune classi di farmaci o di alcol. Ma anche quelle patologiche, dette primarie, diagnosticabili in presenza di strumenti adeguati. Sono quelle in cui non c'è un rapporto causa-effetto tra una condotta di vita inadeguata all'età e l'improvviso colpo di sonno e, generalmente, si manifestano con una sindrome dell'apnea o ipopnea ostruttiva da sonno, ma anche come narcolessia. C'è infine un'altra possibile causa: l'improvvisa sonnolenza può dipendere da malattie neurologiche, psichiatriche o metaboliche. Un esempio è la depressione. È importante sottolineare però che è impossibile determinare con precisione la causa esatta perché siamo in assenza di un'anamnesi oggettiva".
I comportamenti però sono abbastanza oggettivi: Silvio Berlusconi si addormenta all'improvviso. Le cronache poi ci raccontano di una persona che, a 74 anni, dorme poche ore a notte, lavora molto e si intrattiene con dei festini notturni. Quali sono le conseguenze di uno stile di vita 'disordinato'?
"La deprivazione del sonno ha effetti negativi sulla quotidianità e può sfociare in episodi d'ipersonnia soprattutto quando è un anziano ad assumere uno stile di vita disordinato. Inoltre va detto che il rischio di sonnolenza aumenta anche a seconda degli episodi che caratterizzano la giornata".
Insomma ci sono momenti che più degli altri possono invogliare un 74enne ad addormentarsi.
"Non tutte le situazioni e non tutte le ore della giornata sono identiche per quanto riguarda la possibilità che si verifichi per un colpo di sonno. La letteratura scientifica racconta che l'ipersonnia si verifica soprattutto quando si vivono situazioni considerate monotone, ripetitive e di scarso interesse. Inoltre ci sono anche momenti della giornata, come la fascia del primo pomeriggio, in cui c'è una fisiologica propensione al sonno. Se questo è vero per tutti, figuriamoci per una persona anziana che ha anche una condotta di vita inadeguata alla propria età".
Si potrebbe attribuire l'ipersonnia di Berlusconi all'uso di farmaci?
"L'ipersonnia, e non solo quella del Premier, può essere conseguenza di assunzione di farmaci o di altre sostanze. Basti pensare al semplice esempio dell'allergia e gli antistaminici, che spesso provocano un'eccessiva sonnolenza. Ci sono anche alcuni antinfiammatori che possono alterare il ritmo sonno veglia. Ma anche alcune molecole usate per curare disturbi cardiaci".
Cosa succede nella mente di una persona che dorme poco e ha un'eccessiva sonnolenza diurna? Si può pensare che si perda lucidità?
"Un individuo che ha una crisi invincibile di sonno ha dei deficit cognitivi inevitabili. Lo dice la letteratura scientifica. Non è un caso che chi non dorme o dorme poco non può mettersi alla guida. L'eccessiva sonnolenza è associata al decremento di alcune funzioni collegate alle aree frontali e prefrontali del cervello. Quelle per intenderci che governano la capacità di prendere decisioni importanti, di mantenere l'attenzione. La maggiore sonnolenza è documentatamente associata quindi a un decremento della capacità di scegliere. Numerosi esperimenti scientifici dimostrano che un individuo normale e giovane deprivato di sonno sbaglia di più e ha cali di attenzione maggiori rispetto uno che invece ha dormito. Figuriamoci se ad avere un deficit di sonno è una persona di 74 anni".