Politica
10 giugno, 2011

Vendola, fondersi o no?

Un'intervista del governatore della Puglia apre il dibattito in Rete: dopo la vittoria alle amministrative bisogna andare verso un partito unico della sinistra? O Sel deve restare separata dal Pd?

«Sinistra Ecologia e Libertà che si fonde col Pd? Ma stiamo scherzando?». E' bastata un'intervista un po' confusa di Nichi Vendola e qualche parolina di troppo a scatenare un vivo dibattito e qualche polemica tra i lettori del sito di Sel.

L'equivoco, sembrerebbe essere nato su una frase poco chiara del presidente della Regione Puglia che interrogato dal 'Corriere della Sera' su un'eventuale nascita di una "nuova sinistra tutta unita" ha risposto così: «Al congresso fondativo abbiamo detto che il nostro obiettivo non era tanto far nascere un partito quanto riaprire una partita. Noi non dobbiamo recuperare lo spazio residuo che fu della sinistra radicale. Sarebbe come scrivere vecchi copioni: il nostro compito invece è quello di rimescolare le carte insieme a tanti altri e altre».

E' quel "rimescolare le carte" che ha infiammato la Rete e, commento dopo commento, ha delineato una netta presa di posizione degli elettori di Sel rispetto ad un'eventuale fusione del Partito con quello di Bersani: niente da fare. Vendola è forse solo stato frainteso, come prova a spiegare Claudio Fava, che interviene con un lungo post confessandosi pero' un po' «stupito" da alcune reazioni di stupore che hanno accolto l'intervista di Nichi  al "Corriere della Sera", come se questa rappresentasse un repentino cambiamento di rotta e non, invece, la declinazione concreta nelle condizioni date di quanto ci siamo riproposti sin dall'inizio dell'esperienza di Sinistra Ecologia e Libertà». Secondo Fava «non si tratta di fusioni, tradimenti o di ambizioni personali. Finiamola di leggere la politica in questi termini».

Sarà, ma in Rete c'è un altro passaggio dell'intervista che non è andato giù: 1Nel cantiere dell'alternativa non distribuiamo le magliette con i colori delle squadre, ma apriamo piuttosto le porte anche a tanti altri che non vengono dai partiti e che portano, competenze, esperienze di vita, ricchezza di cultura». Un militante, Roby commenta così: «Ora, per favore, basta con il rincorrere questo Pd, basta con queste continue aperture, ma Nichi, non vedi il gioco di quei marpioni che a cominciare dal loro portavoce Bersani ti stanno usando… e se mi permetti usano pure noi che siamo i tuoi sostenitori, il gioco ora è scoperto vogliono creare in te e in noi, una contraddizione di quel progetto politico che ha trovato il coraggio di parlare della necessità di una nuova cultura [...]» Basta parlare di 'aperture' dunque: «Se i dirigenti di Sel, Vendola in primis, pensano che il partito possa servire loro da pedana di lancio per un bel volteggio con atterraggio nel Pd credo che abbiano sbagliato i conti», scrive un anonimo.  

Tenta di parafrasare le parole di Vendola e calmare gli animi anche Gennaro Migliore, con un post, quando dice di credere che «nessuno, mira ad archiviare Sel, che è in tutta evidenza un partito e non un movimento. Partito, però, che sa di non rappresentare in sé il punto d'arrivo. Partito che si differenzia programmaticamente da tutti gli altri perché non mette la propria sopravvivenza in testa alla lista delle priorità, come è abituale in ogni forza politica. Partito che considera l'impollinazione il suo primo dovere e che si dà come missione la nascita di una forza di sinistra ampia».

Giovanni, un lettore, sposa queste parole moderate: e concorda con Migliore: «Se non ci rinnoviamo, rischiamo di essere già superati se non ci rimettiamo in discussione». Rilancia Claudio: «Sel non è nata per fare un partito cinque volte più piccolo del Pd con il quale poi si allea facendo la sua gamba sinistra. Siamo nati invece per sparigliare le carte, per riaprire la questione dell'esigenza in Italia di una grande forza di sinistra». Rispondere alla domanda 'quale forma di partito per Sel?' spetterà a Nichi Vendola, invitato alla Festa del Partito organizzata come ogni anno tra le rovine romane. Per definire il futuro di Sel dopo la fortunata tornata elettorale. Il governatore farà chiarezza?

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