Cara Michaela Biancofiore, non sia ridicola. Cioè, non si renda ancora più ridicola. È un programmino molto difficile per lei, me ne rendo conto. Ma deve provarci. Lo deve essenzialmente a se stessa, sa? Io non sono un prete, e non le sto facendo una predica. Sarò anzi molto pragmatico. Questa settimana, che inizia con la sentenza del processo Ruby, si preannuncia davvero molto difficile e direi anche particolarmente rischiosa, per lei.
Le consiglierei di andare in vacanza. Tutta la settimana, come minimo. Lo consideri un imperativo del suo medico di famiglia, ecco, non di un giornalista. A proposito di giornalisti: non risponda, soprattutto non li chiami. Non dirami comunicati. Non twitti. Non rilasci dichiarazioni come quella di pochi giorni fa sulla Corte di giustizia europea alla quale lei vorrebbe chiedere un "giusto processo" per il suo fidanzato Berlusconi. Scrivo "fidanzato" perché è lei che più di una volta lo ha definito così: "sono fidanzata con lui, da sempre. Sono una kamikaze imbottita di tritolo berlusconiano puro".
Non accetti inviti, né da Floris né a "Linea notte", né dalla Gruber né a "Piazza pulita", né da Vespa né a qualche disperato pomeriggio semi-estivo sulle reti generaliste. Questa la prima cosa, quella più visibile: si renda invisibile. Per un po'. Lo fanno le rock star, per far durare più a lungo il loro successo, lo può fare anche lei, anche per la stessa ragione, se non le viene in mente qualche motivazione migliore.
Poi, più privatamente, noi magari non lo verremo a sapere (meglio) ma a lei farà bene, sempre per tutta la settimana, almeno, si tolga l'anello di Damiani che Berlusconi le ha regalato e che non si è mai più levata da quel giorno di favola.
E non pianga. Non pianga sui ricordi troppo felici che la legano a Silvio, né su quelli involontariamente infelici. Pianga rivedendo il suo cartone preferito, quello che le ha cambiato la vita, "Candy Candy" (sempre parole sue, lo dico solo per il lettore meno informato). Questo sì, può farlo, senza danno né per se stessa né per noi, e può anche guardarsi tutte le puntate di "Sentieri" che vuole (è la sua soap preferita, lo ricordo anche qui soltanto per il lettore meno avvertito).
Non guardi invece i telegiornali, non legga i giornali, neanche online. Rammenti: ha staccato, è in vacanza. Per motivi seri di salute. Non sappiamo – poiché incomprensibilmente la sua autobiografia è ancora inedita, per quanto in visione, lei dice, presso i più grandi editori – se lei ama il mare o la montagna. Ci piacerebbe immaginarla, questa settimana, in una baita senza campo per i cellulari e senza tv, davanti a un bel caminetto acceso. Ecco, a proposito di caminetto e di autobiografia, la terza cosa che dovrebbe fare è prendere le pagine del suo dattiloscritto e bruciarle accuratamente una a una, tra i ceppi sfrigolanti e odorosi di eucalipto e ginepro. Vedrà come si sentirà meglio, dopo. (E anche noi).
La sera, infine, prima di dormire, ripensi alle cose che è stata capace di dire solo negli ultimi due anni: dai gay agli immigrati, da Berlusconi amato dai bambini perché non va coi trans come Marrazzo alla povertà che in Italia non esiste e non si capisce perché tanta gente non lavori.
A questo punto, io spererei lei rimanesse lì, nella baita, per sempre. Felice. Ma temo tornerà. Anzi, che non ci andrà proprio.
Allora, a costo di addolorarla in modo irreparabile, le svelerò che il suo "fidanzato", quando decide di fare pressioni su qualcuno per scansare le condanne, non si rivolge certo a lei che, mi perdoni, non conta nulla. Berlusconi ha ben altri agganci. Va direttamente da Napolitano, da Marini, per citare solo un paio di personaggi nominabili. Viene al suo compleanno, questo sì, o se la tiene sotto braccio mentre fa gestacci col dito medio a un comizio, come nella sua Bolzano, ma tutto si ferma lì. Perfino quando decide di rendersi ridicolo fa a meno di lei. Perché ci riesce mille volte meglio da solo.
Lei, onorevole Biancofiore, ha bisogno di lui, ma lui non ha bisogno di lei. È la storia di tante passioni "dispari", se ne faccia una ragione. E se la prenda davvero, una vacanza. Da oggi. Nessuno, mi creda, ne avrà più bisogno di lei questa settimana.