Uomo di punta del premier nella regione, l'ex assessore regionale al Bilancio è stato rinviato a giudizio per aver pianificato un concorso su misura per la moglie, a sua volta sorella del neo sindaco di Reggio Calabria

Uno degli uomini di punta del presidente Matteo Renzi in Calabria e componente della commissione per il codice etico del Pd è stato rinviato a giudizio per aver “pianificato” un concorso su misura per la moglie Valeria Falcomatà, sorella del neo sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. Secondo la procura nel 2009 il reggino Demetrio Naccari Carlizzi abusò del suo peso politico di assessore regionale al bilancio nella giunta di centrosinistra allora guidata da Agazio Loiero per garantire alla consorte un posto da aiuto primario all’Unita complessa di dermatologia degli ospedali “Riuniti” di Reggio Calabria. Naccari e la moglie sono ora accusati del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. Con loro nei guai sono finite altre sei persone.

Naccari Carlizzi dal 1997 al 2001 è stato vicesindaco di Reggio Calabria. Dopo il decesso del primo cittadino, Italo Falcomatà (di cui ha sposato la figlia Valeria) ha assunto la carica di sindaco facente funzioni sino al 2002. Nel 2005 viene eletto per la Margherita al Consiglio regionale della Calabria, di cui nel 2006 diviene vicepresidente. Sarà poi assessore regionale alle Infrastrutture nel 2006 e al Bilancio nel 2007 con la giunta Loiero, e consigliere regionale sino alla scorsa settimana. Renziano, ha affiancato il premier nelle sue visite in Calabria

[[ge:rep-locali:espresso:285509870]]Componente della Commissione di redazione del Codice Etico del Pd nel 2007, l’anno successivo è entrato a far parte della Direzione Nazionale del Partito Democratico. Ma a due anni dall'impegno nella redazione del codice etico, secondo le accuse della procura, ha “studiato” un concorso per aiuto primario al reparto di dermatologia degli ospedali “Riuniti” di Reggio per garantire la vittoria alla moglie, cosa che è poi avvenuta. Le indagini sono scattate a seguito della denuncia del primario facente funzioni del reparto di dermatologia Maria Carmela Arcidiaco. Il gup Barbara Bennato ha accolto la richiesta del pm Mauro Tenaglia e ha fissato la prima udienza il 20 gennaio prossimo. Il renziano ha scelto di essere giudicato con rito ordinario.

Il nemico politico storico di Naccari Carlizzi porta il nome dell’ex sindaco di Reggio Calabria e governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti. Tra i due è in atto da anni un duello senza esclusione di colpi. Si deve in parte a Naccari se il 23 novembre scorso la Calabria si è recata alle urne anticipatamente. Grazie alle sue denunce sulle anomalie nel bilancio comunale di Reggio e sulla gestione allegra delle casse dell’ente guidato all’epoca proprio da Scopelliti si è arrivati nel marzo scorso alla condanna a sei anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici per l'ex governatore, costretto a gettare la spugna in ottemperanza alla legge Severino.

Naccari si è costruito una reputazione come icona della legalità e della buona amministrazione, nonostante un'inchiesta in corso per un presunto concorso irregolare. Certo di concorrere per uno scranno del consiglio regionale, ha iniziato l'ultima campagna elettorale su web e social network e si è fatto vedere in compagnia di Renzi in Calabria. Ma a poche ore dalla presentazione delle liste, il 25 ottobre, è stato escluso a sorpresa dalla lista del Partito democratico a sostegno di Mario Oliverio, il neo governatore della Calabria. Sulla decisione probabilmente ha avuto un peso l’inchiesta sul concorso vinto dalla moglie. E lui che era stato protagonista del codice etico del Pd non ci sta e va su tutte le furie. Nella notte del 26 ottobre il giovane cognato è diventato sindaco di Reggio e lui da politico navigato è rimasto fuori dai giochi elettorali. Come il suo nemico storico Scopelliti, per ora è fuori dalla scena politica calabrese.

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