E invece niente, bisogna aspettare ancora un po'. Il consiglio dei ministri alla fine non ha discusso il decreto correttivo del jobs act che avrebbe dovuto obbligare le imprese ad attivare i tagliandi inviando un sms all'Inps entro un'ora dall'inizio della prestazione lavorativa: in caso di controlli - questa era l'idea - le aziende non avrebbero potuto attivare i voucher all'ultimo minuto, evitando di farsi trovare con lavoratori altrimenti in nero, o magari attivarlo in seguito a qualche infortunio.
Sembrava tutto pronto e invece il decreto non è arrivato sul tavolo. Fonti di palazzo Chigi assicurano che se ne discuterà al prossimo consiglio dei ministri, e dal Pd assicurano che si tratta solo di un rinvio per valutare alcuni aspetti tecnici. Ma c’è chi non si fida, ovviamente, soprattutto tra chi già non ha particolare simpatia per il governo. Ha però le sue ragioni Maurizio Landini quando da Avezzano, prima di entrare in un direttivo provinciale della Fiom-Cgil dice: «Renzi, sui voucher, non può e non vuole cambiare nulla e ieri lo ha dimostrato.
Ha già preso accordi con le imprese ed ora non può tirarsi indietro». «Di fatto», accusa Landini, «sta chiedendo ai lavoratori di consegnarsi nelle mani delle imprese». E c’è poi chi - ancora Landini, ma non solo - sostiene che la tracciabilità comunque non sarebbe sufficiente a limitare un fenomeno che pare «distorto, nel suo dilagare».
Anche perché, per come è stata immaginata dal governo in quella che era l’ultima versione del decreto, la tracciabilità avrebbe avuto, pare, margini molto laschi, con un tempo per l'attivazione più ampio, per il settore dell’agricoltura che è storicamente il principale campo di utilizzo, anche se - e questo è il problema principale della vicenda - non è più l’unico.
Anche le amministrazioni pubbliche, per dire, strette dal blocco delle assunzioni e da tagli, ricorrono ormai massicciamente ai lavoratori pagati a ore, che ritirano il salario in tabaccheria. Tra i critici c’è Cesare Damiano, del Pd, e poi tutti i sindacati: «La tracciabilità è importante ma non basta» dice ad esempio la Cisl di Annamaria Furlan, «ci sono alcuni settori in cui va ripensato il loro utilizzo, come nell'edilizia, perché lì sono uno strumento mal utilizzato che spesso nasconde lavoro nero».
@claudio301065 è considerato occupato se nella settimana di riferimento dell'indagine ha lavorato almeno un'ora, cfr Glossario
— Istat (@istat_it) 31 maggio 2016
Ma il governo su questo si è già espresso: l'uso dei voucher resterà liberalizzato, anche perché - come nota tra gli altri il senatore forzista Lucio Malan - i voucher sono una manna per le statistiche sul lavoro: "Se poi calcolassimo quanti degli occupati lo sono grazie all'abuso dei voucher saremmo di fronte a cifre ancor più drammatiche", dice Malan, chiedendosi "come faccia il ministro del Lavoro Poletti a dichiararsi soddisfatto di dati come la disoccupazione all'11,9 per cento".