Pubblicità
Politica
giugno, 2022

Dai comunisti ai no vax fino ad Antonio Ingroia: la strana alleanza rossobruna di Francesca Donato

La candidata sindaca ed ex leghista ha appena incassato l‘endorsement di Rizzo e anche dell’ex magistrato antimafia. E ha guidato la protesta contro il ministro Speranza che teneva un comizio in città

Se qualcuno è curioso di sapere quanto pesa davvero elettoralmente l’alleanza rossobruna che si è saldata sui social soprattutto a favore di Putin sulla guerra in Ucraina, o contro l’obbligo vaccinale durante la pandemia, ha trovato il suo laboratorio politico a Palermo. E in particolare il 12 giugno potrà concentrarsi sul risultato elettorale della candidata sindaco Francesca Donato, l’ex leghista e pasionaria di destra nota in Parlamento per le sue sparate contro i migranti (chiamati sempre “clandestini”), contro l’obbligo vaccinale e la “dittatura” sanitaria, o contro le sanzioni a Vladimir Putin e le certezze dell’Occidente sui massacri di Bucha. Donato, oltre che su un drappello di ex grillini confluiti in Alternativa, può contare sul sostegno dell’ex magistrato antimafia e fondatore di Azione civile Antonio Ingroia, nonché sostenitore dell’ex governo regionale di centrosinistra di Rosario Crocetta e anche su quello del segretario del Partito Comunista Marco Rizzo.

 

Proprio quest’ultimo ha appena annunciato il suo appoggio a Donato: «A Palermo voterei senza esitazione per Francesca Donato, una donna dalla parte del popolo e della Costituzione. Palermo è una città che è stata spesso umiliata dalla grande finanza, dalla politica, da questi poteri che hanno visto nella mafia la possibilità di piegare la resistenza dei cittadini. In questa città però c’è una donna candidata, Francesca Donato, che ho avuto modo di apprezzare per il suo lavoro controcorrente al parlamento europeo e per il suo essere dalla parte del popolo sui temi principali della Costituzione italiana sempre più calpestati: il tema del lavoro e della disoccupazione, i temi della libertà schiacciate e i temi della pace e della guerra». «Il 12 di giugno i palermitani votando Francesca Donato hanno la possibilità di dare un segnale alla grande finanza e al governo del banchiere Draghi che non fa gli interessi del popolo italiano». conclude Rizzo.

16/11/2014 Firenze, convegno della lista Tsipras, l'agenda neoliberista e le social democrazie europee. Nella foto Antonio Ingroia

Nei giorni precedenti per la Donato si era schierato Ingroia, che vuole con lei «costruire un'opposizione trasversale al sistema oggi rappresentato dal Governo Draghi» perché «siamo in una fase di emergenza costituzionale e di compressione dei diritti democratici, sociali e civili, con una mortificazione del Parlamento quasi senza precedenti».

 

Al fianco della Donato si erano già schierati anche gli ex grillini di Alternativa guidati dal deputato Pino Cabras: «Ho portato il sostegno mio e di Alternativa a Francesca Donato, una candidata che può cambiare le sorti di Palermo grazie alla sua esperienza politica di questi anni, che è stata sempre incentrata sulla difesa delle persone abbandonate dallo Stato e sul tentativo di ricostruire legami sociali e politici laddove il governo ha fomentato divisioni assurde e nuove sofferenze. La corsa a sindaco di Palermo dell’europarlamentare indipendente ha moltissimi punti di contatto con la nostra azione».

 

Donato aveva già dalla sua parte il consenso dei no vax, lei che ha condotto “battaglie” al Parlamento Europeo contro i provvedimenti presi per l’obbligo vaccinale in Italia. Ma piace molto anche ai no euro e, chiaramente, anche a chi di fronte alla guerra in Ucraina non vuole fermare l’avanzata di Putin e anzi mette in dubbio quello che i media raccontano stia accadendo: ha fatto discutere il suo intervento a Bruxelles sui massacri di Bucha commessi dalle truppe russe ha sostenuto che «l’Ue non è imparziale» nel verificare quanto accaduto.

 

Un bel tipo, insomma, che porta avanti istanze di destra estrema, e che qualche giorno fa a Palermo, durante un comizio del ministro Speranza, ha guidato la protesta di un vasto popolo che comprendeva no vax, no euro e tanti rappresentanti del movimento di Paragone, Italexit, che però formalmente sostiene un altro candidato sindaco, Ciro Lo Monte. Ma la base elettorale nella quale pescano è la stessa.

L'edicola

La pace al ribasso può segnare la fine dell'Europa

Esclusa dai negoziati, per contare deve essere davvero un’Unione di Stati con una sola voce

Pubblicità