Blindata nella fortezza di Arcore, tra gli arredi stile tavernetta della “sala cinema” e la statuetta di Priapo da cui è nata la storiella del Bunga Bunga. Marta Fascina, quasi moglie di Silvio Berlusconi e ora quasi vedova, continua, nonostante il lutto inconsolabile, a restare in contatto con i suoi più fedeli, pronti a comunicarle dispacci via Whatsapp. Alessandro Sorte, Stefano Benigni e Gloria Saccani Jotti i deputati azzurri a cui nulla sfugge. Silente, invece con l’amico di sempre Tullio Ferrante con cui, dicono, è in rotta di collisione.
«A Villa San Martino è la padrona di casa», riporta al Fatto Quotidiano la voce di un dirigente di Forza Italia. Così padrona di casa che ha deciso di intestarsela. “Segreteria politica onorevole Marta Fascina" sono le due targhe di ottone che sovrastano l’entrata di alcune stanze. La deputata azzurra avrebbe dovuto lasciare Arcore a fine settembre, secondo gli accordi di famiglia. E magari tornare in Parlamento dove la last lady è assente da diverso tempo e, negli ultimi nove mesi, ha espresso appena 17 voti su un totale di 3.032, toccando lo 0,56% di presenze e guadagnandosi il secondo posto tra gli assenteisti del Parlamento. Invece resta lì. Una trovata ineccepibile quelle targhe di ottone. La “segreteria politica” ai sensi del secondo comma dell’articolo 68 della Costituzione rende il domicilio inviolabile: nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene. Istituire l’ufficio di rappresentanza dei parlamentari presso le proprie abitazioni private è una prassi consolidata. Meno istituirla in un’abitazione dove pende sostanzialmente una richiesta di sfratto.
Intanto dentro il partito il malumore monta, ben nascosto però. Ieri la moderata ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ospite a "Sky 20 anni" su Sky Tg24, sul possibile ritorno in Parlamento di Marta Fascina si è limitata a dire: «Sono certa che opererà per il meglio perché è una persona seria, la decisione che prenderà sarà quella giusta». Anche Giorgio Mulè, deputato Fi e vicepresidente della Camera a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, ha voluto attenuare: «Deve superare il dolore che sta vivendo, nei suoi tempi e nei suoi modi, una tragedia che sta vivendo intimamente. Paolo Berlusconi l'ha voluta spronare, per quello è stato forte, le ha voluto dare una scossa».
Prima o dopo, mormora una parlamentare azzurra, qualcuno chiederà apertamente le dimissioni. Ma lo dice sottovoce, non è il caso di fare polemiche a quattro mesi della morte del Cavaliere. La questione davvero bizzarra è che Fascina sia sempre più intenzione a rendere Villa Arcore residenza privata e sede del lavoro da parlamentare di Forza Italia. Un segnale chiaro: da qui non me ne vado.