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Politica
dicembre, 2023

Atreju prova a fare ironia su schwa e bagni neutri. «Ma così ne conferma l'importanza»

L'account sui social che promuove l'evento della Destra con protagonista Giorgia Meloni pubblica meme e card per attaccare i simboli di inclusione e riconoscimento. Mostrando ancora una volta la grande eleganza della comunicazione dei camerati

Torna Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, annuale appuntamento con cui la generazione Fronte della Gioventù dal 14 al 17 dicembre riempirà Castel Sant’Angelo a Roma di interviste e dibattiti, in un packaging impeccabile che mischia Tolkien ai mercatini di Natale. Quest'anno è stato scelto lo slogan "Bentornato orgoglio italiano". E nella piena capacità del partito di Giorgia Meloni di fare di ogni scelta un’arma e dividere il mondo fra amici e nemici, spuntano anche i bagni neutri e lo Schwa. Sulla pagina social ufficiale della tradizionale kermesse di FdI, appare questa locandina. “Atreju è quel posto dove se vai al bagno trovi solo due generi, e non vedi schwa da nessuna parte”.  

 

Ma l'assenza è una più acuta presenza, diceva il poeta. Fdi che da sempre mette nel mirino non solo la richiesta di diritti della comunità Lgbt ma anche i tentativi di inclusione e riconoscimento delle persone trans e non binarie fa entrare così, tra i mercatini e comizi, il simbolo dell'inclusione per le persone che non si riconoscono nei due generi binari e rilancia la vocale media nel discorso pubblico.

 

Lo slogan non è piaciuto a Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, attiva per la difesa dei diritti Lgbt, che in una storia condivisa sul suo account Instagram ha rilasciato un messaggio eloquente rivolto agli organizzatori «Luridi». Ironica e tagliente invece Alessia Crocini, presidente di Famiglia Arcobaleno: «Il ritrovo dei giovani camerati ci ha tenuto a dirci che da loro c'è il bagno delle femmine e quello dei maschi e che non usano lo schwa. Beh ora siamo più tranquille. Qui umili suggerimenti per altre comunicazioni su ciò che si può trovare nei bagni di Atreju».

 

«Ringrazio Atreju perché hanno riconosciuto l’importanza dello Scwha. Questo è il battesimo che attesta la sua l’importanza», commenta a L'Espresso Vera Gheno, la sociolinguista che ha portato nel dibattito pubblico la "vocale media" che esprime l’indefinitezza di genere e perciò può indicare una comunità mista oppure una persona che non si identifica in un genere. «È evidente il target a cui Atreju si riferisce. Un target assolutamente parziale rispetto alla diversity che ormai è abbastanza presente nella nostra società ed è destinata a salire. Le nuove generazioni crescono in un contesto in cui l’auto-percezione è molto più precisa dei nostri tempi. Mi spiace per loro si perdono un sacco di potenziali clienti con questo claim».

 

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