Lo scrive il ministro leghista Giorgetti nel Documento di economia e finanza in un passaggio sugli scenari futuri: se aumentano gli ingressi, migliorano i conti. Smentendo in un colpo decenni di propaganda della Destra

Matteo Salvini li ha sempre definiti «risorse boldriniane». Attribuendo a Laura Boldrini, ex presidente della Camera, una sorta di patronato etico-politico nei confronti degli immigrati. Chissà cosa direbbe adesso che come una nemesi, un giro di boa che mette tutti di fronte alla realtà, gli immigrati diventano una risorsa per il governo Meloni. A certificarlo è il ministero dell'Economia, guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti, che nel Def, cioè il principale documento di programmazione economica del governo, scrive che l'arrivo di popolazione straniera in età lavorativa potrà migliorare il rapporto tra debito e Pil anche di 30 punti: «Data la struttura demografica degli immigrati che entrano in Italia, l'effetto è significativo sulla popolazione residente in età lavorativa e quindi sull'offerta di lavoro», si legge.


Sono calcoli del Mef: un aumento della popolazione di origine straniera del 33% farebbe calare il debito pubblico di 30 punti, una contrazione del 33%, invece, lo farebbe aumentare di quasi 60 punti.

 

L’Espresso lo racconta da tempo: l’Italia multietnica e il suo valore non è teoria di sinistra ma un dato di fatto censito persino dal rapporto Ocse 2021 che ha evidenziato come «i migranti contribuiscono in tasse più di quanto ricevono in prestazioni assistenziali, salute e istruzione».

 

Siamo un Paese di immigrazione, con oltre cinque milioni di stranieri residenti (Istat, 2020), in valore assoluto dopo la Germania (che ne ha oltre 10 milioni), il Regno Unito (con oltre 6 milioni) e con un numero di presenze analoghe a quelle francesi e spagnole. Per l’Italia il loro contributo all’economia vale quasi 144 miliardi, il 9 per cento del Pil che è tornato a crescere e così l’occupazione straniera. Il tasso di occupazione degli stranieri è oggi al 57,8 per cento, ancora leggermente inferiore rispetto a quello degli italiani (58,3 per cento).

 

A calcolare l’impatto del lavoro degli stranieri sull’economia italiana è la Fondazione Leone Moressa, nel Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione. Il tasso di occupazione degli stranieri è oggi al 57,8 per cento, ancora leggermente inferiore rispetto a quello degli italiani (58,3 per cento). La maggior parte di questa “ricchezza” si concentra nel settore dei servizi, ovvero il comparto che registra il maggior numero di occupati stranieri. Se, invece, osserviamo l’incidenza per settore, i valori più alti si registrano in agricoltura (17,9 per cento), ristorazione (16,9) ed edilizia (16,3).

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