Diritti

La Puglia approva la legge contro l'omotransfobia: ci sono voluti nove anni. Ma la norma manca in metà delle regioni italiane

di Simone Alliva   10 luglio 2024

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A sorpresa promossa la normativa per tutelare pari opportunità e parità di trattamento in riferimento a orientamento sessuale, identità di genere garantendo fin dalla nascita il diritto all'integrità fisica per le persone intersessuali. Ma non mancano le criticità

Un po' per caso, un po' per determinazione la Regione Puglia ha approvato la sua legge contro l'omotransfobia. Non è la prima Regione italiana farlo, come ha comunicato il Partito Democratico in un’azione di propaganda dell’azzardo un po' perdente. Arriva in coda alle grandi regioni come la Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Sicilia, Campania e Marche.

 

La Regione di Michele Emiliano arriva oggi dopo nove anni di discussioni e inciampi, grazie a un subemendamento sostitutivo dell'intera legge, approvato a maggioranza, sotto gli occhi increduli dell'opposizione. La norma contiene disposizioni per garantire il principio delle pari opportunità e della parità di trattamento in riferimento all'orientamento sessuale, all'identità di genere e alle variazioni nelle caratteristiche di sesso delle persone. L'approvazione del subemendamento ha permesso di evitare la discussione di 321 emendamenti. Gli oneri finanziari quantificati nella legge ammontano a 240mila euro annui con riferimento al 2023. La stessa somma è assegnata per il 2024 e il 2025 Il dispositivo legislativo, di cui è primo firmatario il consigliere regionale Donato Metallo (Pd), è stato sottoscritto da numerosi altri consiglieri del Pd, M5s, Con, Per la Puglia e Misto.

 

La legge, come le precedenti, punta a prevenire e contrastare le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere o dalle variazioni nelle caratteristiche di sesso, affermando l'impegno attivo della Regione per far crescere la cultura della non discriminazione e perché tutti abbiano la possibilità di essere se stessi esprimendo liberamente il proprio orientamento sessuale, la propria identità di genere o condizione intersex.

 

Se c'è una novità rispetto alle sue gemelle va da ricercarsi nel comma 13 del sub-emendamento: "la Regione garantisce fin dalla nascita il diritto alla integrità fisica delle persone che presentino variazioni nelle caratteristiche sessuali". Come spiega Antonio Rotelli, giurista ed esperto che ha scritto di suo pugno la base di questa legge e di molte altre approvate in Italia per il contrasto dell'omotransfobia: «La questione intersex rimane sempre ai margini, in questo caso si è voluta affrontarla di petto. Dal momento che la sanità è di competenza regionale, la Regione deve assumersi la responsabilità di tutelare sin dalla nascita tutte quelle persone quali che siano le caratteristiche con cui nascono». 

 

Bisogna fare un passo indietro. “Intersessuali” è un termine che indica alcune condizioni alla nascita: un apparato riproduttivo e/o un’anatomia sessuale, e/o una situazione cromosomica che varia rispetto alle definizioni tradizionali di maschile e femminile. Si possono scoprire anche in età adulta. I segnali non sono tutti uguali. L’intersessualità ci mostra con evidenza che i generi sono frutto di una costruzione. Ed è una realtà del tutto biologica, seppure venga spesso erroneamente confusa con il genere o con l’orientamento sessuale che sono, invece, dimensioni indipendenti. L’incidenza dell’intersessualità dei bambini sembra essere nel mondo pari all’1,9 per cento della popolazione. Ma potrebbero esserci persone che non sono state registrate come intersessuali, pur rientrando in questa parte di popolazione.

 

La regione Puglia di fronte a una questione spesso occultata decide così di svelarla, farsene carico. «Tuttavia», avverte Rotelli «bisogna vedere come questa legge verrà applicata. Anche nella classe medica c'è poca cultura su questo tema. Adesso c'è la legge ma bisogna costruire. Posto che il diritto all'integrità fisica della persona è garantito dalla Costituzione. Qui la Regione fa un passo in più prendendo atto che esistono queste persone e che bisogna affrontare delle politiche anche per loro che vanno dalla garanzia effettiva di salute quanto a predisporre interventi di inclusione». 

 

La legge proprio in questo senso promuove specifiche politiche del lavoro, di formazione e riqualificazione professionale, di inserimento lavorativo, oltre che attività volte a garantire la parità di accesso al lavoro. In particolare, viene richiamata l'attuazione dell'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216 (Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro), il quale stabilisce che il principio di parità di trattamento senza distinzione di orientamento sessuale "si applica a tutte le persone sia nel settore pubblico che privato", con specifico riferimento alle seguenti aree: accesso all'occupazione e al lavoro, compresi i criteri di selezione e le condizioni di assunzione; occupazione e condizioni di lavoro, compresi gli avanzamenti di carriera, la retribuzione e le condizioni del licenziamento; accesso a tutti i tipi e livelli di orientamento e formazione professionale, perfezionamento e riqualificazione professionale, inclusi i tirocini professionali; affiliazione e attività nell'ambito di organizzazioni di lavoratori, di datori di lavoro o di altre organizzazioni professionali. 

 

A tal proposito, si impegna la Regione a realizzare attività di sensibilizzazione delle imprese operanti sul territorio regionale affinché si dotino delle certificazioni di conformità agli standard di responsabilità sociale. Prevede che la Regione promuova attività di formazione e aggiornamento per gli insegnanti e per tutto il personale scolastico, nonché per i genitori, in materia di pari opportunità, valorizzazione delle differenze, contrasto degli stereotipi e prevenzione del bullismo e cyber-bullismo motivato dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere o da variazioni nelle caratteristiche di sesso. Prevede, altresì, interventi a favore degli studenti e delle studentesse in ambito scolastico e universitario. Anche su questo bisognerà vedere come verrà recepita come spiega bene Rotelli: «La Regione proporrà questi temi che non sono una novità, sono moltissime le realtà associative che realizzano progetti per le scuole. In questo caso la Regione si affiancherà a esse e proporrà attività formative alle scuole che nella loro autonomia potranno decidere se avvantaggiarsene. Il lavoro con le scuole, le famiglie e gli studenti è un punto qualificante della legge»»

 

Tra gli altri punti: si stabilisce la promozione, anche mediante la collaborazione con le associazioni e le organizzazioni del "terzo settore", di eventi sociali e culturali il cui fine sia quello di sensibilizzare al rispetto delle persone, quale che sia il loro orientamento sessuale, identità di genere o condizione intersex, per la diffusione della cultura dell'integrazione e della non discriminazione. Vengono disposti interventi in materia socio-assistenziale e socio-sanitaria di informazione, consulenza e sostegno in favore delle persone omosessuali, transessuali, transgender e intersessuate, nonché delle loro famiglie, e prevede la promozione di percorsi di formazione specifica rivolta agli operatori del settore. 

 

È previsto che la Regione promuova il soccorso, la protezione, il sostegno e l'accoglienza alle vittime di discriminazione o di violenza commesse in ragione del loro orientamento sessuale, della loro identità di genere o di una variazioni nelle caratteristiche sessuali, in coerenza con la normativa europea, nazionale e regionale vigente. 

 

Si istituisce nell'ambito dell'Osservatorio regionale delle Politiche sociali, di cui all'articolo 14 della legge regionale 10 luglio 2006, n. 19, la sezione "Tavolo tecnico sulle pari opportunità, la parità di trattamento, la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni e delle violenze determinate dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere o dalle variazioni nelle caratteristiche di sesso". 

 

Le funzioni demandate al tavolo tecnico consistono nella raccolta, l'elaborazione e l'analisi dei dati forniti da tutti i soggetti operanti nel settore, al fine di sviluppare la conoscenza delle problematiche relative alle discriminazioni e alle violenze determinate dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere o da una condizione intersessuale e integrare e armonizzare le varie metodologie di intervento adottate nel territorio.

 

Nell'attività di monitoraggio, il Tavolo tecnico si avvale della collaborazione di tutti i soggetti che sul territorio rappresentano punti di osservazione del fenomeno e in particolare delle Associazioni per la tutela dei diritti delle persone omosessuali, transessuali, transgender e interesex.

 

Infine la legge dispone che il Corecom quale organismo di garanzia, effettui la rilevazione sui contenuti della programmazione televisiva e radiofonica regionale e locale, nonché dei messaggi commerciali e pubblicitari, eventualmente discriminatori rispetto alla pari dignità riconosciuta ai diversi orientamenti sessuali, all'identità di genere o a una condizione intersessuale della persona. Inoltre, si chiede che il Corecom garantisca adeguati spazi di informazione e di espressione in ordine alla trattazione delle tematiche di cui alla presente proposta di legge.

 

La Regione propone anche l'adozione di modelli comunicativi che utilizzino un linguaggio non discriminatorio, non offensivo e non stereotipato nei confronti delle persone omosessuali, transessuali, transgender e intersex.