Politica
5 marzo, 2026II ministro degli Esteri e della Difesa riferiscono in Parlamento sull'evoluzione della situazione internazionale e sulla richiesta di aiuti da parte dei paesi del Golfo
I ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, in Parlamento per le comunicazioni alle Camere sulla crisi in Medio Oriente e la guerra contro l'Iran. Dopo i due interventi ci sarà la discussione generale e poi il voto sulle risoluzioni.
"Torniamo a riferire della crisi che infiamma il Medio Oriente. Questo non è solo un atto formale ma una precisa scelta politica: quella di coinvolgere il Parlamento. La gravità della situazione richiede a tutti noi un'assunzione di responsabilità condivisa - apre il ministro degli Esteri Antonio Tajani -. Una grande democrazia deve essere capace di non dividersi. Purtroppo nelle ultime ore si è registrata un'evoluzione non positiva".
"100 mila italiani coinvolti"
Il punto sugli italiani bloccati all'estero e in via di rientro: "Sono circa 10 mila i cittadini rientrati in Italia. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi voli con Ita ed Eos. È appena partito un voto dalle Maldive con 360 cittadini, fragili inclusi", aggiunge il ministro.
"Sono oltre 100 mila gli italiani nelle aree più colpite, coinvolti direttamente o indirettamente". E le conseguenze economiche delle chiusure sullo Stretto di Hormuz, "che rischiano di avere un impatto anche sulla nostra economia. Sicuramente l’attacco di stamattina alla petroliera statunitense non aiuta".
Un impatto specialmente sul fronte commerciale: "Il Golfo è un’area cruciale per il nostro export: vi transita il 40% del nostro commercio. La nostra priorità continua ad essere la protezione del tessuto economico italiano". Questione prioritaria, anche la sicurezza energetica, "tema già sollevato anche a Bruxelles".
Tajani arriva poi ai possibili scenari: "La scomparsa dell’Ajatollah apre alla possibilità di un nuovo presidente", spiega Tajani. "Ho discusso a lungo con Marco Rubio - segretario di Stato Usa - che ha condiviso una valutazione positiva sull’andamento delle operazioni: gli obiettivi sono finora stati raggiunti rapidamente. La durata della crisi dipenderà dalle decisioni prese da Teheran". Quanto ad alleanze e collaborazione: "Ho ribadito il rispetto degli accordi bilaterali esistenti tra Italia e Stati Uniti. I nostri militari continuano ad essere dispiegati nella regione per contribuire alla pace e alla stabilità".
Chiude con una dichiarazione di intenti: "La stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Vogliamo evitare l’allargamento del conflitto tenendo aperti i canali di dialogo con l’Iran, senza tradire la nostra posizione: l’Iran non può dotarsi di armi nucleari. Gli sviluppi in Medio Oriente ci preoccupano moltissimo" e proprio al proposito Tajani ribadisce: "Voglio ribadire: l'Italia non è e non sarà in guerra con nessuno".
Crosetto: "Un coordinamento permanente in Europa"
Crosetto dà i numeri per quanto riguarda le forze dispiegate in Medio Oriente e gli italiani coinvolti. “L’evoluzione di questa guerra è molto diversa rispetto a quella precedente”.
Sul piano operativo: "Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato".
“Abbiamo deciso di formare un coordinamento permanente con i ministri degli Esteri europei per monitorare anche questa situazione”. Non un appello, ma una dichiarazione di intenti: "È un momento molto difficile, voglio che tutti abbiamo la consapevolezza della difficoltà e complessità di questo momento. Il ministro Tajani ha già descritto il quadro securitario. Dobbiamo rivalutare gli assetti nella regione. Lo strumento con cui possiamo rispondere ai paesi amici in difficoltà è quello del pacchetto missioni internazionali. Adegueremo il dispositivo esistente con assetti difensivi nel perimetro di quanto già autorizzato anche per contribuire ad arginare la crisi energetica e finanziaria incipiente. Questa è una crisi che incide direttamente sul benessere e sull’economia delle nostre Nazioni".
Come Tajani appena prima di lui, Crosetto ribadisce: "Voglio dirlo con chiarezza. L'Italia non è in guerra, sta cercando di gestire e mitigare le conseguenze di questo conflitto che è preoccupante e dirompente, con molte conseguenze". Presa di posizione netta anche per quanto riguarda il coinvolgimento delle basi militari: "Rispetteremo puntualmente ciò che prevede l'agreement con gli Usa. La presidente Meloni mi invita a impegnarmi perché questa scelta sia presa d'accordo con il Parlamento. Non è una guerra che l'Italia vuole o ha voluto. Ma è una guerra di cui dobbiamo gestire ogni possibile conseguenza".
Una precisazione operativa: "Per quanto riguarda l'invio di aiuti a Cipro, nei prossimi giorni invieremo assetti navali".
L'attacco di Ziello
Parola ai deputati e senatori.
Edoardo Ziello, voce di Futuro nazionale, creatura politica di Vannacci. “Finalmente negli atti di politica estera torna la dicitura interessi nazionali, evidentemente l’effetto Vannacci è sempre più evidente”.
“Siamo estremamente preoccupati per quanto sta accadendo in Medio Oriente. L’ennesimo attacco funzionale alla destabilizzazione di quell’area del mondo, sempre per volontà di Netanyahu e Trump, ha causato una serie di danni al nostro paese”. E arriva l’attacco politico agli ex colleghi della Lega: “Mi stupisce chi gioisce di questo attacco. Mi riferisco a un deputato della Lega che si dice contento di quanto accaduto. È contento che il prezzo del petrolio salga? Il prezzo del gas raggiunga il 35% in più? Dei costi in bolletta con rincari di 250 euro? Ecco, noi non siamo contenti". Ziello arriva poi alla questione migranti: "C’è da fare ogni azione utile per prevenirla", e a quella dei rincari in bolletta: "Vogliamo sapere cosa ha intenzione di fare il governo per tutelare gli italiani dal caro energia. Chiediamo al ministro Giorgietti di trovare le risorse: le prendesse dai miliardi usati per inviare armamenti all’Ucraina”.
Nicola Fratoianni: "State fornendo sostegno logistico a una guerra illegale"
"Giorgia Meloni venga qui, siamo di fronte ad una guerra che sia allarga ora dopo ora. Dove sta? Pensa che basti un'intervista? Questo è il Parlamento della Repubblica e il suo atteggiamento è inaccettabile". Lo ha detto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni. "Nella vostra risoluzione - ha aggiunto rivolto alla maggioranza - non si parla mai dell'attacco militare di Usa e Israele all'Iran. Avete così paura che è sparito. Voi ci state portando in guerra. Gli americani porteranno i caccia in assistenza in Italia. Poi ripartiranno e ricominceranno a bombardare: state fornendo sostegno logistico a una guerra illegale. Noi ci battiamo contro chi non solo demolisce ma punta a sostituire quello che resta del diritto internazionale con il diritto del più forte o del più ricco, gli amici del Board of peace. Se volete la pace state con la pace, se volete la guerra state con chi la scatena in tutto il mondo”.
La replica di Tajani
Arriva in Aula la risposta del ministro degli esteri Antonio Tajani: "Da anni purtroppo molte cose accadono al di fuori del diritto internazionale, perché purtroppo l'Onu vede nel suo consiglio di sicurezza un Paese che ha attaccato un altro Paese membro".
La risposta agli attacchi nel merito del rispetto del diritto internazionale. "Di fallimento della politica estera italiana si parla solo in Italia, all'estero si dice il contrario". "Noi non abbiamo concesso l'uso delle nostre basi come ha fatto la Francia, che ha autorizzato la presenza di aerei statunitensi in alcune basi in Medio Oriente. Non mi pare che l'Italia sia in prima fila come paese guerrafondaio. Bisogna trattare fino alla fine con l'Iran, lo ribadisco, ma riteniamo che non possa avere la bomba atomica né un certo numero di missili a lungo raggio".
"Credo che sia in Iran che in Venezuela si possa arrivare a una soluzione democratica che porti i cittadini al voto per scegliere la propria leadership". Al posto di Iran sfugge un "Israele", un lapsus che le opposizioni non perdonano, rumoreggiando in Aula.
"Abbiamo approvato un documento dei 27, abbiamo chiesto di avere un consiglio europeo degli affari esteri con i paesi del Golfo. Per il resto continuiamo a lavorare con i nostri alleati e interlocutori per cercare di ridurre i rischi anche per i nostri connazionali. Non dobbiamo dimenticare che sono solo 100mila. La loro sicurezza è una priorità e dobbiamo occuparcene. Quello che ha fatto l'Italia per i suoi cittadini coinvolti non l'ha fatto nessuno".
Continue contestazioni e interruzioni. La replica: "Vogliono che riferiamo in Parlamento e poi non ci fanno parlare".
La replica di Crosetto
"Noi non siamo la più grande potenza al mondo che può far partire o interrompere la guerra. Siamo una potenza media. L'unico modo che abbiamo per moltiplicare il nostro peso è fare alleanze" spiega il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Non è stata una decisione condivisa da nessuno. Certo che è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale, lo ha detto prima il ministro Tajani".
Entra nel merito della polemica sulla sua presenza a Dubai agli esordi del conflitto: "Nessun governo al mondo è stato informato della partenza della catena degli aerei, l'attacco israeliano è partito nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota. Una guerra che si è aperta all'insaputa del mondo". Il rischio di guerra a catena: "Stiamo cercando di gestire questo momento con grandissima difficoltà e preoccupazione. La parte su cui chiediamo supporto al Parlamento è l'uso delle basi italiane: sarebbe lo stesso identico di quelle spagnole. Concederemo l'uso che sta concedendo Sanchez, l'eroe".
"Siamo uno dei Paesi con canali di dialogo aperti anche con l'Iran perché sappiamo che la risoluzione e la protezione dei nostri interessi passano dal dialogo", continua il ministro. "La crisi è difficile e drammatica, ci auguriamo che non lo diventi di più ma non c'è nessun governo, né italiano né europeo, che possa fermare l'attacco di Israele e Stati Uniti. Il problema nostro è gestire le conseguenze di qualcosa che non abbiamo cercato, voluto, condiviso. Cerchiamo di gestire una crisi cercando di evitare danni più gravi". La preoccupazione più grande, al momento, "è che la reazione dell'Iran abbia un impatto non preventivato. Gli attacchi principali non sono stati contro Israele ma hanno cercato di colpire un'area più vasta". In una logica di attacco energetico e non solo.
Angelo Bonelli: "Noi siamo patrioti italiani, non patrioti di Trump"
Dopo l'intervento di favore di Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, la parola passa ad Angelo Bonelli. "State portando l'Italia in guerra e noi non siamo d'accordo. No grazie. Nel giugno 2025 gli Stati Uniti avevano avviato un'azione di bombardamento dei siti nucleari in Iran. Trump disse "good job". Oggi ci dicono esattamente il contrario: come possiamo credere a un presidente che mente sistematicamente?".
Bonelli continua: "Ci state dicendo che la democrazia si esporta con la guerra, come se l'Iraq e la Siria non ci dimostrassero il contrario". "Avete dimenticato di menzionare il nome di Trump e di Netanyahu che stanno costruendo un ordine geopolitico basato sull'ordine militare. Trovo indecente quello che quel criminale di Netanyahu ha fatto a Gaza. Perché non li avete difesi quei poveri palestinesi? Avete un doppio standard".
I dubbi sul rapporto Trump-Netanyahu "forse basato su un ricatto" e quindi in chiusura: "In nome dell'articolo 11 della costituzione italiana diciamo no a questa vostra avventura, perché noi siamo patrioti italiani, non patrioti di Trump".
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