Politica
23 marzo, 2026La Corte ha accolto parzialmente l'appello della presidente, dichiarando nulla la sentenza di primo grado nella parte in cui aveva riqualificato la sua condotta come "omessa presentazione" del rendiconto delle spese della campagna elettorale
Alessandra Todde resta al suo posto. La Corte d'Appello di Cagliari ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado sulla decadenza della presidente della Regione Sardegna, confermando però la sanzione pecuniaria di 40 mila euro. La Corte ha accolto parzialmente l'appello della presidente, dichiarando nulla la sentenza di primo grado nella parte in cui aveva riqualificato la sua condotta come "omessa presentazione" del rendiconto delle spese della campagna elettorale. La Corte ha preso atto che la Consulta aveva già annullato l'ordinanza del Collegio di garanzia nella parte in cui disponeva la decadenza.
Il parere della Consulta
Già ad ottobre 2025 la Corte Costituzionale era stata chiamata a pronunciarsi sul ricorso, avanzato dal collegio regionale di garanzia elettorale, che aveva spodestato Todde. Secondo i giudici costituzionale, il collegio regionale aveva "esorbitato dai propri poteri, pronunciandosi sulla decadenza" della governatrice del Movimento 5 stelle, "in ipotesi non previste dalla legge come cause di ineleggibilità”.
A gennaio 2025, il Collegio di garanzia elettorale sardo aveva emesso un’ordinanza-ingiunzione che segnalava presunte irregolarità nella rendicontazione delle spese per la campagna elettorale in cui poi Todde è stata eletta. Il 28 maggio, il tribunale di Cagliari aveva respinto il ricorso emesso dalla presidente, che aveva chiesto l’annullamento del provvedimento.
I commenti della politica
Ancora nessun commento a caldo da parte della diretta interessata, che si sta preparando a raggiungere Bruxelles dove è probabile che domani tenga un punto stampa nel quale parlerà anche della decisione della Corte d'Appello. Dall'entourage della governatrice e dal M5S però trapelerebbe soddisfazione ed entusiasmo.
Da Fratelli d'Italia parlano di un pericoloso precedente giuridico. "Nessuno stupore per una sentenza che, pur riconoscendo irregolarità gravi da parte della presidente Todde e del suo staff, sceglie di non decretarne la decadenza. Tuttavia, ciò che emerge è un precedente giuridico e politico che non può lasciarci indifferenti". Queste le parole dell'esponente di Fratelli d'Italia, Salvatore Deidda. Il timore di Deidda è che la decisione della Corte d'Appello possa far passare un messaggio sbagliato: "Il messaggio che passa è che non saremmo più tenuti a presentare rendicontazione e mandatario elettorale. Basterebbe, in pratica, pagare una sanzione pecuniaria, per giunta fissata al minimo edittale di 40 mila euro, per sanare mancanze che la legge definisce sostanziali".
L'esponente di FdI ha sollevato dubbi anche sulla tempistica della pubblicazione del verdetto: "Non ci aspettavamo notizie diverse, ma colpisce la scelta del 'timing': hanno aspettato la conclusione del referendum per depositare ufficialmente la sentenza, quasi a voler evitare che il dibattito pubblico ne venisse influenzato in una fase così delicata".
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