Politica
16 gennaio, 2026I due partiti sono gli unici delle delegazioni italiane ad appoggiare la mozione contro la presidente della Commissione Ue. Sull'accordo di libero scambio l'Europarlamento si esprimerà giovedì prossimo: in caso di voto contrario si fermerebbe l'iter di ratifica
A volte ritornano, soprattutto sulle questioni europee. Sul “no” all’accordo di libero scambio tra gli Stati Ue e il blocco sudamericano del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia), si rinsalda l’asse giallo-verde. Con Lega e Movimento 5 stelle a essere le uniche delegazioni italiane al Parlamento europeo pronte a sostenere la mozione di sfiducia contro la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, alla vigilia del voto sulla ratifica del trattato.
Un primo cortocircuito: la Lega in Europa voterà contro von der Leyen e soprattutto contro l’accordo, ma in Italia siede in un governo che, con il suo via libera dopo mesi di trattative, ha di fatto sbloccato il dossier su cui giovedì - 22 gennaio - dovrà esprimersi l’Eurocamera.
Il testo della mozione, spiega il capogruppo del Carroccio in Europa, Paolo Borchia, "entra molto nel merito di quelli che sono i limiti che crediamo siano insiti all'accordo e alla procedura con il quale è maturato. Per quanto riguarda le clausole di salvaguardia e le tutele, temiamo che potrebbero non essere sufficienti per tutelare la nostra agricoltura”.
"Noi siamo all'opposizione di questa Commissione, abbiamo votato contro a von der Leyen e continueremo a farlo ogni qualvolta nei contenuti le mozioni ci vedano d’accordo - dice Pasquale Tridico del M5s -. Siamo il movimento che non è porto legato a una corrente ideologica, ma a valori di giustizia sociale e ambientale, e sul Mercosur non possiamo arretrare”.
Il governo italiano, insieme a quello francese, ha guidato per mesi la fronda del no sul Mercosur; dopo continue interlocuzioni con la Commissione europea, il testo dell’accordo è stato emendato e digerito così da Giorgia Meloni. Spiega Fratelli d’Italia: “L'accordo del Mercosur di due mesi fa non e' l'accordo di oggi. Fino a due mesi fa, ed è il motivo per il quale l'Italia lo aveva bloccato in Consiglio europeo, non c'erano salvaguardie per i settori merceologici a rischio. Questo è un accordo che chiaramente va monitorato, ma ha tutte le tutele per i settori merceologici più a rischio", dice Stefano Cavedagna.
Ma cosa succede se, al di là della mozione di sfiducia nei confronti di von der Leyen (che non dovrebbe avere i numeri per passare), il Parlamento europeo bocciasse l’accordo sul Mercosur? “Non esiste una regola ferrea su cosa succede quando il Parlamento europeo vota contro - spiegano fonti europee citate dall’Ansa -. Ciò che è chiaro è che il processo di ratifica si fermerebbe e che ci dovrà essere una valutazione politica nell'Ue sul motivo per cui la ratifica è fallita. Si può dire che questo fermerebbe il processo di ratifica dell'accordo in modo piuttosto fondamentale”.
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