Politica
20 gennaio, 2026Il sindaco Matteo Lepore ha annunciato che non si fermerà: "Serve per salvare vite". Esulta il ministro dei Trasporti Matteo Salvini: "Provvedimento ideologico"
Alla fine hanno vinto i tassisti. Il Tar dell’Emilia-Romagna ha accolto il ricorso annullando il provvedimento con cui il Comune di Bologna ha istituito la "Città 30". Un lungo braccio di ferro iniziato con la prima sperimentazione di inizio del 2024. In buona parte del capoluogo emiliano i limiti di velocità erano stati abbassati a 30 chilometri orari. Ma da oggi non sarà più così. Il ricorso era stato presentato da alcuni tassisti bolognesi con il sostegno di Fratelli d’Italia, contrario al provvedimento simbolo della giunta guidata dal sindaco dem Matteo Lepore. I tassisti avevano presentato il ricorso perché ritenevano che la misura danneggiasse il loro lavoro.
Non è la prima volta che il Tar si pronuncia in merito. Una prima sentenza risalente a luglio 2025 aveva respinto le ragioni dei tassisti, perché considerate “inammissibili”. La palla a quel punto era passata al Consiglio di Stato, che invece aveva dato ragione alla categoria, rinviando nuovamente la causa al Tar.
Il Tribunale amministrativo, si legge alla fine della sentenza resa pubblica oggi, martedì 20 gennaio, "annulla l’impugnato Piano particolareggiato del traffico urbano "Bologna Città 30" e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 km orari, fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l'Amministrazione intenderà adottare". Secondo il Tribunale amministrativo regionale, il provvedimento era generalizzato e non applicato a singole strade. “L'individuazione delle strade assoggettate al limite di 30 chilometri orari non risulta essere avvenuta nel rispetto della vigente normativa”, continua. Secondo i giudici, il Comune avrebbe “portato all'estensione di un generalizzato limite di velocità di 30 chilometri al 64% della rete stradale urbana, laddove ciò avrebbe dovuto avvenire limitatamente a specifiche strade”.
i dati di una misura di successo
Bologna Città 30, nata sulla scia di capitali europee come Bruxelles e Parigi - che hanno introdotto la misura nel 2021 - ha portato diversi effetti positivi. Secondo i dati diffusi dopo i primi sei mesi dalla sua entrata in vigore dalla rete civica Iperbole, i decessi in strada sarebbero calati del 33,3% e gli incidenti stradali del 15%. L’uso della bicicletta è aumentato del 19%, per non parlare del boom del bike sharing, con un più 119%. Una misura che faceva bene anche all’ambiente, con una diminuzione dell’inquinamento del 30%.
L'esultanza di Matteo salvini
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che si è fatto carico della battaglia dei tassisti, non ha esitato a mostrare la propria soddisfazione in merito alla decisione del Tar. "Bene la decisione del Tar dell'Emilia-Romagna che ha annullato il provvedimento di Bologna città 30 - ha dichiarato in una nota -. Il nuovo codice della strada approvato un anno fa dimostra la nostra attenzione alla sicurezza stradale, che però va fatta con buonsenso e non con provvedimenti ideologici che danneggiano i cittadini e tradiscono lo spirito delle Zone 30, pensate appositamente per proteggere alcune aree sensibili”.
Il sindaco: "Non ci fermeremo"
Sulla decisione del Tar si è pronunciato anche il sindaco Lepore. "La sentenza del Tar pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere, ma conferma una cosa importante: la funzione pianificatoria del Comune sui limiti di velocità. La Città 30 quindi andrà avanti". Secondo il primo cittadino, la misura risponde alla necessità di una città più sicura. "Le vittime della strada e i loro familiari ce lo chiedono e noi siamo con loro, con l'obiettivo che abbiamo sempre avuto e rivendicato: salvare vite sulla strada, ridurre e prevenire gli incidenti e in questi due anni abbiamo dimostrato che è possibile".
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