Politica
28 gennaio, 2026Le proposte, avanzate da +Europa, Pd, Avs e Azione, puntavano a consentire l’espressione del voto nel comune di domicilio per chi è temporaneamente residente fuori provincia per motivi di studio, lavoro o cure mediche
Una nuova battuta d'arresto per il voto ai fuorisede. La commissione Affari costituzionali della Camera ha respinto oggi, mercoledì 28 gennaio, tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni al decreto Elezioni, che miravano a estendere il voto ai lavoratori e agli studenti fuorisede in occasione delle prossime consultazioni referendarie. Le proposte, avanzate da +Europa, Pd, Alleanza Verdi e Sinistra e Azione, puntavano a consentire l’espressione del voto nel comune di domicilio per chi è temporaneamente residente fuori provincia per motivi di studio, lavoro o cure mediche.
Gli emendamenti hanno incassato il parere contrario del relatore e del governo. Il decreto Elezioni approderà ora all’esame dell’Aula a partire dal 2 febbraio. Sul tema del voto ai fuorisede, poche ore prima del verdetto negativo, era intervenuto anche il Pd, che con la segretaria Elly Schlein aveva lanciato un appello per consentire la partecipazione al referendum sulla giustizia. “Siamo in un Paese che ha visto l’astensionismo andare oltre il 50% alle europee e ad alcune regionali”, ha detto Schlein, sottolineando che “non è una colpa essere fuori sede” e che “non c’è un motivo al mondo per privare del diritto di voto queste persone”.
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