Politica
29 gennaio, 2026Secondo il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, "ogni Paese sceglie con chi presentarsi e l’Italia non può imporre veti”
Prima l’Ice ora i pasdaran iraniani. Si allarga la polemica sulla presenza degli agenti stranieri alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. La miccia si è incendiata in Aula al Senato durante il botta e risposta tra maggioranza e opposizioni sulla gestione dell’ordine pubblico in vista dei Giochi. I gruppi di centrosinistra hanno criticato duramente il governo per la presenza di agenti statunitensi dell’Ice. E il confronto si è allargato.
A sollevare il caso è stato Ivan Scalfarotto di Italia viva, che ha evocato scenari da “far west”, chiedendosi chi garantirà la sicurezza degli atleti iraniani e cinesi. Alle sue parole si sono aggiunte le ironie del Movimento 5 stelle, con Stefano Patuanelli che ha tirato in ballo la Wagner per la protezione degli atleti russi.
La replica della maggioranza non si è fatta attendere. A intervenire è stato Alberto Balboni, senatore di Fratelli d’Italia, che ha accusato le opposizioni di un riflesso ideologico “anni Settanta” e ha spostato il fuoco del dibattito sugli iraniani. Nel suo intervento, Balboni ha sostenuto che gli atleti di Teheran sarebbero scortati dai pasdaran, il corpo delle Guardie della rivoluzione islamica.
La smentita dell'ambasciata
A placare la polemica è intervenuta poco dopo l’ambasciata della Repubblica islamica dell’Iran in Italia. In una nota diffusa sui social, la rappresentanza diplomatica ha smentito qualsiasi presenza dei pasdaran nella delegazione olimpica, precisando che la squadra iraniana sarà composta esclusivamente da quattro atleti di sci, un allenatore, il capo delegazione e un consigliere olimpico.
L’ambasciata ha inoltre fatto riferimento alla “necessità di un’informazione accurata e responsabile”, invitando a verificare i fatti prima di trarre conclusioni o assumere posizioni politiche.
Donzelli: "non è un problema"
Sul tema è tornato il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, che ha ridimensionato la questione parlando ai microfoni di Rai Radio1. Secondo Donzelli, non ci sarebbe nulla di anomalo nel fatto che una delegazione straniera arrivi con il proprio apparato di sicurezza. “Funziona così da sempre – ha spiegato – ogni Paese sceglie con chi presentarsi e l’Italia non può imporre veti”.
Quanto all’ipotesi, evocata dal ministro Antonio Tajani, di inserire i pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche a livello europeo - un passo che l'Ue si starebbe apprestando a compiere - Donzelli ha richiamato un principio di reciprocità: nessuno accetterebbe, ha osservato, che all’estero venga messa in discussione la presenza delle forze dell’ordine italiane.
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