Politica
30 gennaio, 2026Il progetto che il Carroccio si prepara a depositare in Parlamento prevede sistemi di verifica dell'età di tutti gli utenti. Armando Siri precisa: "Nessuna suggestione da Macron"
Prima la Francia, ora la Lega. Il Carroccio si appresta a depositare in Parlamento un testo per proporre il divieto dei social network ai ragazzi under 15. La battaglia che Oltralpe ha combattuto - e vinto - il presidente Emmanuel Macron, in Italia sarà appannaggio di Matteo Salvini.
Oltre a bloccare l’accesso ai minori di 15 anni, la proposta di legge prevede dei meccanismi di verifica dell’età per tutti gli utenti. Ad anticipare il contenuto del testo è la Repubblica, che spiega come il progetto abbia come prima firmataria la deputata Giorgia Latini, ex assessora all’Istruzione della Regione Marche, ma è sostenuto da tutti i volti più noti del Carroccio, Salvini compreso.
Nella premessa allegata al testo della proposta si legge: “Numerosi studi evidenziano come l’uso intensivo dei social network online in età evolutiva possa incidere negativamente sulla salute mentale, sul sonno, sulla capacità di concentrazione, sull’autostima e sullo sviluppo delle relazioni sociali”. Proprio sul tema della tutela della salute mentale dei più giovani si è giocata la partita francese. Nella pratica, la proposta prevede “l’obbligo, per i fornitori di social network online, di adottare misure tecniche e organizzative adeguate e proporzionate, finalizzate non solo alla verifica dell’età degli utenti”, ma anche alla “mitigazione dei rischi connessi ai contenuti nocivi”. Per i minorenni tra i 15 e i 18 anni, “l’accesso ai servizi è subordinato all’acquisizione di un consenso genitoriale verificabile”. Resta da capire se - come nel caso della Francia - i sistemi di verifica dell’età saranno conformi al diritto europeo.
È a firma di una ex ministra democratica - Marianna Madia - una proposta di legge simile, che un anno e mezzo fa il Pd aveva avanzato insieme alla senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni. All’epoca, il progetto aveva subito una battuta d’arresto, forse a causa dei rapporti di vicinanza del partito meloniano con Elon Musk.
Secondo il leghista Armando Siri, non ci sarebbe “nessuna suggestione da Macron”, chiarisce. “La Lega ha già sollevato l’anno scorso il tema con un’iniziativa che però non ha suscitato il giusto interesse. Oggi l’iniziativa francese ci offre l’occasione di ritornarci augurandoci di trovare il consenso più ampio possibile”.
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Occorsio magistrato solo - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 30 gennaio, è disponibile in edicola e in app



