Politica
5 gennaio, 2026L'ex governatore veneto firma un lungo intervento in cui individua i cinque obiettivi per "dimostrare di essere una forza di governo capace di leggere il presente": priorità anche ai temi etici e ai diritti civili. Ma il vicesegretario della Lega lo stoppa
Che tra Luca Zaia e Roberto Vannacci non corresse buon sangue era noto da tempo. Ora, interpellato sull’intervento dell’ex presidente del Veneto pubblicato oggi - 5 gennaio - su Il Foglio, il vicesegretario del Carroccio dice esplicitamente che “Zaia non è il mio benchmark, non è il mio riferimento”. Nonostante per sua stessa ammissione afferma di aver letto il suo appello “in maniera molto ma molto superficiale”
Pur senza citare le diverse anime che compongono oggi la Lega, Zaia nel suo “appello per una svolta a destra” ha tratteggiato le sue priorità programmatiche per dimostrare di essere una forza di governo capace di leggere il presente per cantierare il futuro. La “destra vincente - scrive l’attuale presidente del Consiglio regionale veneto - è quella liberale”.
Sono cinque, per Zaia, i punti da cui partire. L'autonomia, contro il “centralismo che ha prodotto due Italie”; la politica estera, con “l’Italia” che deve essere “potenza di equilibrio” e giocarsi le sue carte come “ponte tra Ue ed Usa”; la sicurezza e l'ordine pubblico, che non significano “militarizzazione, ma presenza”; i giovani, la vera infrastruttura nazionale” che va costruita con “politiche per la casa, il lavoro, la formazione”.
L’ultimo punto - “Destra e libertà” - è quello che più lo distanzia dalla linea vannacciana. “Lo dico con chiarezza - scrive Zaia -: i temi etici, civili, del fine vita, non possono essere tabù ideologici. La destra di oggi non è quella di 50 anni fa. Le questioni legate ai diritti civili e la fine vita non possono essere liquidate con un sì o un no pregiudiziale. Un destra matura non impone visioni. Con un centrodestra fatto di coerenza e principi sempre protagonista delle scelte e ai rinunciatario”.
L’ex governatore veneto si scaglia anche contro “la caricatura di una destra ‘contro gli immigrati’. Noi siamo contro l’illegalità, che è ben altra cosa, molto più seria”. Per Zaia, “aiutare chi fugge dalla guerra o dalla fame è un dovere morale. Governare i flussi migratori è un dovere politico. Le due cose devono procedere insieme”.
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