Politica
10 febbraio, 2026La primogenita di Silvio Berlusconi al Corriere della Sera spiega i motivi del suo sì al referendum e prende le distanze da Vannacci: "Liberare il centrodestra da pericolosi estremismi. Grati a Tajani, ora costruisca il futuro". E su Corona: "Falsissimo e noiosissimo"
Al referendum sulla Giustizia, Marina Berlusconi voterà sì. Ma “non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta - spiega in un’intervista al Corriere della Sera -. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro e contro il governo. La separazione delle carriere”, per la primogenita di Silvio Berlusconi, "è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera ‘terzietà’ dei giudici”.
Il problema della giustizia in Italia “non riguarda na sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine”. Certe dinamiche, per Marina Berlusconi, “ricordano davvero un gran bazar, dove tante nomine sembrano una cambiale, tante promozioni un “pagherò”. Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”.
La presidente di Fininvest smentisce una sua imminente discesa in campo - “Ancora questa storia… il mio lavoro è un altro” - e spende parole di apprezzamento per Antonio Tajani: “Noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro".
Capitolo Roberto Vannacci. Se l’ex vicesegretario della Lega decidesse di uscire dal perimetro di governo, per Marina Berlusconi, “potrebbe essere un’opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi”. Un apprezzamento per il lavoro che sta portando avanti Giorgia Meloni - “Io tifo per l’oro. Perché se vince la Meloni, vince il Paese” - e una presa di distanza dalla presidente del Consiglio su Donald Trump. Su cui, assicura la primogenita di Silvio Berlusconi, non ha cambiato idea: “Prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia. Oggi non ci sono più certezze. L’unica regola di Trump è cancellare tutte le regole”. Quella che il tycoon chiama “libertà”, per Marina Berlusconi è “legge del più forte, prevaricazione, affarismo”. Ma “l’Occidente, senza l’America, non va da nessuna parte”.
Infine, una (breve) risposta su Fabrizio Corona: “Mi hanno costretto a vederne una puntata: devo dire che, oltre che falsissimo, l’ho trovato davvero noiosissimo. Comunque se ne stanno occupando i nostri avvocati”.
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