Politica
10 febbraio, 2026Articoli correlati
Il comico milanese si è ritirato dal Festival dopo l'ondata di polemiche sulla sua presenza, due anni fa ha ricevuto l'Ambrogino d'oro proprio dalle mani del sindaco. Secondo La Russa, Pucci "fa morire dal ridere" perché "parla come parla la gente a cena"
“Spero che a cena a casa mia non si parli in quel modo”. Il caso Pucci fa un lungo giro da Sanremo a Milano, la città che due anni fa gli ha assegnato l'Ambrogino d'oro, la massima onorificenza del Comune.
Il sindaco Giuseppe Sala, interpellato sulla questione, prende prima le distanze spiegando come la vicenda non sia “al centro dei suoi interessi” e poi commenta “alcune voci che sono arrivate da destra” secondo cui il comico Andrea Pucci, il suo linguaggio e le modalità con cui si esprime sarebbero quelli usati abitualmente dagli italiani a cena. "Ecco io credo che posso essere accusato di tutto ma non di essere un bacchettone ma spero che a cena a casa mia non si parli in quel modo", ha concluso.
Il riferimento, implicito, era a Ignazio La Russa e alla sua difesa di Pucci, che secondo il presidente del Senato avrebbe il solo torto di "piacere alla gente. In modo leggero, certo, un po’ come si fa nei cabaret, ironizzando su luoghi comuni, su tutti, ma quasi mai politico, o cattivo. Fa morire dal ridere, parla come parla la gente a cena, di cose comuni, quelle che riguardano la vita di tutti noi. Quelle su cui tutti ci facciamo una sghignazzata. Senza ferocia, senza dover scandalizzare
Pochi giorni fa Pucci aveva annunciato di rinunciare al Festival di Sanremo. Causa: un’ondata di critiche dopo l’annuncio della sua presenza come co-conduttore della terza serata sul palco dell’Ariston. “Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!”, ha spiegato il comico, che ha anche parlato di un’”onda mediatica negativa” che altera “il patto fondamentale con il pubblico”. Di qui la scelta del “passo indietro”, ringraziando Carlo Conti e la Rai. “Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più”, afferma. “Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno”.
A lui, la solidarietà della premier Giorgia Meloni e del ministro Matteo Salvini. Il comico si è più volte identificato politicamente a destra festeggiando le vittorie di Fratelli d’Italia con l’epiteto "Spiace zecche". Prese di posizione ma anche attacchi personali contro Elly Schlein, derisa per l'aspetto fisico: "Già che ci sei, dentista e orecchie no? Ridicola", e Tommaso Zorzi a cui si riferì durante uno spettacolo con una battuta omofoba.
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