Televisione
6 febbraio, 2026Strana scelta quella di Carlo Conti: chiamare un comico che ha fondato sulle battute sessite, omofobe, razziste e soprattutto volgari il suo intero repertorio. In un festival che deve unire, va in scena chi dell'inclusione non sa che farsene. Ma evidentemente a qualcuno piace così
Cacca, ha detto cacca, oddio che ridere dire cacca. I bambini in genere fanno così, si scompisciano sulla parola proibita. Un po’ come Andrea Baccan detto Pucci, che per annunciare la sua presenza a Sanremo nei panni di co-conduttore decide di mostrarsi nudo e di spalle, giusto per far capire l’aria che sta per tirare all’Ariston.
Strana scelta quella di Carlo Conti, l’uomo che porta sulle solide spalle il peso dell’equilibrio, e che egregiamente sta cercando di arrivare al 24 febbraio parando i colpi sparsi.
Strana mossa semplicemente perché Pucci non è Lillo, e in questo caso non è una battuta e Conti dovrebbe saperlo bene. Pucci non fa satira di destra, Pucci ha l’umorismo proprio della destra. Quella tendenza naturale alla volgarità fine a se stessa, l’insulto mascherato da risatina sotto i baffi, in cui le donne se sono brutte valgono meno, se il maschio guida la donna deve stare zitta, degli stranieri poi meglio sorvolare altrimenti si cade su uno dei suoi cavalli di battaglia: «Posso dire una cosa sui neri? Che vi fate a fare i tatuaggi? Tanto non si vedono».
Mossa difficile da comprendere quella di posizionare Pucci davanti alla platea più ampia che la televisione si trova sottomano dal momento che Sanremo per costituzione deve giocare per non cadere da una sola parte. Il Festival reticente, il Festival che arrossisce, Il Festival che si terrorizza davanti alla parola genocidio per non creare scompigli. E che all’improvviso spalanca il suo teatro a un comico che dell’inclusione non sa proprio che farsene.
Pucci milanese dentro e fuori, promosso da Silvia Sardone della Lega a eccellenza del territorio meritevole dell’Ambrogino d’oro. Che vince, e per ringraziare dice: «A Milano c’è così tanta afa che gli alberi inseguono i cani per farsi pisciare addosso». E ancora: «Di Milano mi piace tutto, cambierei solo il sindaco».
Pucci che paragona Elly Schlein ad Alvaro Vitali. Pucci omofobo, Pucci sessista, Pucci che dichiara a Libero «Lo dico senza timore: io sono l’unico comico di destra, mi conoscono tutti sotto questo aspetto. L’ho sempre manifestato, anche quando era difficile farlo. Ora però figurati, sono diventato un Re Mida». Certo se fosse vero sarebbe tutto più chiaro. Perché si sa che ai re non si può negare nulla. Non sia mai faccia tagliare delle teste.
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