Politica
12 febbraio, 2026Guglielmo Golinelli, ex deputato con 18 anni di militanza alle spalle: "Crescente disagio di fronte a quella che ho percepito come un'assenza di linea politica chiara". Lascia anche il coordinatore modenese della Lega Giovani Giuseppe Vandelli
Roberto Vannacci aveva scelto Modena come luogo di battesimo della sua nuova formazione politica, “Futuro nazionale”. Una conferenza stampa e niente più, ma comunque la prima uscita pubblica - con tanto di simbolo proiettato alle spalle - dopo l’addio alla Lega. Ora è proprio da Modena che arriva il primo dirigente del Carroccio ad abbandonare il partito di Matteo Salvini e a seguire l’europarlamentare nella sua nuova avventura. Si tratta di Guglielmo Golinelli, con alle spalle 18 anni di militanza e che fino a oggi - 12 febbraio - era il segretario provinciale della Lega.
Già deputato nella scorsa legislatura e attualmente Consigliere comunale e capogruppo a Mirandola, Golinelli era presente al convegno di Vannacci. A questo punto, non per “semplice” amicizia. Golinelli non è l’unico leghista modenese a entrare in “Futuro nazionale”, perché oltre a lui ha abbandonato il Carroccio il coordinatore della Lega Giovani in provincia, Giuseppe Vandelli.
Golinelli parla di "un crescente disagio di fronte a quella che ho percepito come un'assenza di linea politica chiara, una direzione spesso ondivaga su temi fondamentali. A ciò si è aggiunto il progressivo abbandono della rappresentanza agricola, settore che considero centrale per l'identità e il futuro del nostro Paese e al quale ho sempre dedicato il mio impegno. Dalla fine della scorsa legislatura ho espresso, in tutte le sedi opportune, posizioni differenti su questioni rilevanti quali il Green Pass, il voto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la guerra in Ucraina. Le ultime vicende - ha aggiunto - che hanno accompagnato l’uscita con la fondazione di Futuro Nazionale sono state per me motivo di profonda riflessione. Oggi intendo seguirlo nella nuova esperienza politica, condividendone l’impostazione sui temi dell’immigrazione, della sicurezza, della sovranità, della famiglia e della reindustrializzazione del Paese.”.
“Non ho mai nascosto la mia simpatia nei confronti del generale Vannacci perché lo consideravo uno degli ultimi esponenti autenticamente sovranisti e identitari rimasti in gioco - scrive invece sui social Vandelli -. Avrei sperato che consolidasse una corrente interna rinnovando la fiducia degli elettori leghisti in quei temi che sono sempre stati cari al partito, e che nel tempo sono venuti sempre meno. Da tempo infatti la Lega vive una profonda crisi identitaria e valoriale, nonché di posizionamento sulle grandi questioni geopolitiche e geostrategiche. Non ultime le ambiguità inerenti all’invio di armi all’Ucraina, che continua da anni ad essere foraggiata dai paesi occidentali senza obbiettivi realmente perseguibili sul campo.C'è poi un aspetto che riguarda la prospettiva del partito e le linee programmatiche.Coloro i quali festeggiano questa defezione, tra cui diversi esponenti del nord, sono infatti pronti ad eliminare Salvini dai giochi per dettare l’agenda in vista delle prossime elezioni politiche: un partito ‘liberale’, nei fatti atlantista e progressista, che affianchi all’autonomia un aperturismo totale verso il mondo dei cosidetti ‘diritti civili’. Si tratta di una deriva ideologica che metterebbe in discussione principi e valori che io ritengo non negoziabili”.
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