Politica
15 febbraio, 2026In un'intervista al Mattino di Padova, il Guardasigilli si è scagliato contro il "verminaio correntizio" che si vorrebbe eliminare, un "mercato delle vacche". Le opposizioni protestano per l'aggettivo usato. Schlein: "Gravissimo". Conte: "Getta fango sui giudici"
Non è tanto il ragionamento generale di Carlo Nordio, ma l’aggettivo usato - “para-mafioso” - a far scatenare l’ultima polemica sul referendum sulla Giustizia. In un’intervista rilasciata al Mattino di Padova, il Guardasigilli parla del ruolo delle correnti come “strumenti di potere e carriera” che l’introduzione del sorteggio nell’elezione del Csm, nelle intenzioni dei promotori della riforma, vorrebbe eliminare.
"I magistrati iscritti all'Anm sono il 97%: una percentuale bulgara. Perché? Perché se non ti iscrivi non fai carriera, se vuoi avanzare devi aderire. E quando si elegge il Csm, iniziano le telefonate. E quando un magistrato va davanti alla sezione disciplinare, può trovare chi gli ha chiesto il voto viceversa. Se non ha un 'padrino' è finito, morto", ha detto Nordio. Basta il sorteggio, quindi? "Il sorteggio rompe questo meccanismo 'para-mafioso', questo verminaio correntizio, come l'ha definito l'ex procuratore antimafia Roberti, poi eletto con il Pd al parlamento europeo”, “un mercato delle vacche”.
Parole che hanno scatenato una levata di scudi da parte di opposizioni e magistratura. "Svegliarsi con un'intervista del ministro Nordio che assimila i magistrati ai mafiosi è una cosa gravissima, soprattutto se a farlo è il ministro della Giustizia. Ci aspettiamo che Giorgia Meloni prenda immediatamente le distanze da queste parole e ci aspettiamo le scuse da parte del ministro - ha attaccato la segretaria del Pd Elly Schlein -. C'è una campagna elettorale - ha aggiunto - ma non si possono fare affermazioni che paragonino i magistrati ai mafiosi, è una cosa che insulta anche la storia di tanta magistratura che si è battuta per anni contro le mafie, che ha pagato con il prezzo della vita. Parliamo di persone come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rosario Livatino, Rocco Chinnici. È inaccettabile che un ministro parli in questo modo dei magistrati”.
Le ha fatto eco Giuseppe Conte: “Dovrebbero chieder scusa ai tanti che lavorano nel nostro sistema di giustizia, alla memoria dei tanti giudici che hanno perso la vita per combattere la mafia, quella vera - ha detto il presidente del Movimento 5 stelle -. È davvero incredibile vedere un governo che getta fango e ombre sulle istituzioni e su servitori dello Stato solo per portare a casa una riforma che mira a salvare i politici e i governi dalle inchieste”. Per Angelo Bonelli di Avs, Nordio è “un indecente ministro” che “parla di sistema paramafioso attaccando i magistrati dopo aver detto che con la sua riforma non ci sarebbe stato il caso di Garlasco”.
Protesta anche l’Associazione nazionale magistrati: “Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha deciso di avvelenare i pozzi accusando i magistrati di usare metodi paramafiosi. Le sue parole offendono la memoria di chi ha perso la vita per lottare contro la mafia nel corso della storia d'Italia e mortificano il lavoro di chi, sul territorio, ogni giorno, mette a rischio la propria incolumità personale per contrastare la criminalità organizzata”.
A difesa del Guardasigilli si sono schierati i membri della maggioranza. "Rasentano il ridicolo Elly Schlein e Giuseppe Conte con i loro attacchi verso il ministro Nordio, a cui va la mia solidarietà - ha detto il capogruppo alla Camera di FdI, Galeazzo Bignami -. La verità è che in questo modo gli alleati giallo-rossi cercano maldestramente di distrarre l'attenzione dalle gravissime dichiarazioni del procuratore Gratteri, ai limiti dell’eversione”.
Dopo qualche ora, è arrivata la replica di Nordio: "Non capisco tanta indignazione scomposta alle mie dichiarazioni sulle correnti del CSM. Io mi sono limitato a citare le affermazioni di Nino Di Matteo, un noto pm preso a modello dal Pd e dalla sinistra, riportate dal Fatto quotidiano e da altri giornali, quindi fonti non particolarmente vicine a noi, nel settembre 2019. Di Matteo parlò di 'mentalità e metodo mafioso'. Altri esponenti del 'partito del No' si sono espressi, a suo tempo, in modo anche più brutale. Ne faremo un elenco e lo pubblicheremo".
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Senza Eco - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 13 febbraio, è disponibile in edicola e in app



