Politica
17 febbraio, 2026Per il ministro degli Esteri, far parte dell'organismo voluto da Trump è "una soluzione rispettosa dei nostri vincoli costituzionali. Non c'è alternativa al piano di pace di pace Usa". Le repliche delle opposizioni
Il punto di partenza per spiegare i motivi della partecipazione dell’Italia al Board of Peace per Gaza è che non esistono alternative al piano di pace di Donald Trump. “Il 17 novembre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che ha fatto proprio il piano di pace promosso da Trump”. Il governo italiano, ha detto Antonio Tajani nelle comunicazioni alla Camera, "ha sostenuto fin dall'inizio il piano di pace. Se qualcuno ritenesse che esistono alternative a questo piano dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà”.
Poi, la formalizzazione della presenza italiana all’organismo voluto (e dominato) da Trump. Per farlo, il ministro degli Esteri richiama in Aula quell’articolo 11 della Costituzione che è considerato l’ostacolo alla partecipazione - piena e organica - al Board of Peace: “L'assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie”. Tajani ha ribadito anche che “il governo ha ritenuto opportuno accettare l'invito dell'amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace", definita “una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”.
Parlando ai deputati, Tajani ha auspicato che “i temi di politica estera” non siano “terreno di scontro politico ma di un dialogo serio, continuo e trasparente. E, ogni volta che è possibile, di convergenza e responsabilità condivisa”. Ma anche sulla partecipazione italiana al Board of Peace si sono divisi i partiti dell’arco parlamentare, con le opposizioni che hanno presentato una mozione contraria e unitaria.
L’obiettivo dell’impegno italiano per Gaza, per Tajani, “è chiaro: creare le condizioni per arrivare a due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza”. "Il nostro impegno - ha affermato il vicepremier - è concreto, ed è destinato ad aumentare. Muove da un dialogo costante con Israele, con l'Autorità Palestinese, e con tutti i partner chiave nella regione, con cui abbiamo mantenuto in questi mesi un costante e stretto raccordo". Per questo, "parteciperemo alla riunione di Washington forti dell'importante contributo che il nostro Paese ha messo in campo sin dal primo momento per il cessate il fuoco e per l'assistenza umanitaria alla popolazione della Striscia, attraverso Food for Gaza”.
Un passaggio delle comunicazioni di Tajani è stato dedicato alla “violenza in Terra Santa” che “deve cessare. Questo vale anche per i coloni estremisti, le cui aggressioni colpiscono le comunità cristiane, da sempre garanti di pace e dialogo in Medio Oriente. Continuiamo a chiedere con forza a Israele di porre un freno all'azione dei coloni. Il Governo ha condannato qualsiasi ipotesi di annessione israeliana della Cisgiordania. Tentazioni che non aiutano i costruttori di pace, e che rischiano di pregiudicare la soluzione a due Stati".
Rosato: "Partecipazione sbagliata"
Nonostante il richiamo all'unità e alla convergenza fatto da Tajani, le opposizioni contestano la partecipazione italiana al Board of Peace. "Profondamente sbagliata", per Ettore Rosato di Azione, perché indebolisce le Nazioni Unite e in questo modo "stiamo distruggendo la forza che abbiamo contribuito a costruire". Inoltre, "se dovevamo mandare un osservatore c'era già quello Ue bastava quello, va il commissario va a rappresentare anche l'Italia".
Magi: "Board of Peace una barbarie"
"Avremmo voluto sentire che ci chiarisse cos'è questo organismo che nasce come emanazione della persona Trump, che ne è presidente a vita oltre il termine del proprio mandato, che decide chi può starci o no e decide che serve un miliardo per farne parte. Lei pensa che questa è la parte della storia in cui l'Italia deve stare? - ha chiesto il segretario di +Europa, Riccardo Magi -. Avete trattato l'articolo 11 della Costituzione come un inciampo e un tecnicismo. Se non ci fosse stato l'articolo 11, avrebbe partecipato a pieno titolo a questo consesso che, mi consenta, è un po' osceno? Il Board of peace si basa sulla prepotenza e non sulla diplomazia, si basa sugli affari".
Provenzano: "Partecipazione strappo a collocazione internazionale dell'Italia"
Per il responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano, la scelta del governo di partecipare al Board of Peace è uno "strappo alla collocazione internazionale del nostro Paese", "non partecipa nessun grande Paese europeo perché rappresenta l'ennesimo attacco alle Nazioni Unite". "I Paesi più entusiasti - ha attaccato - sono autocrati e alleati ideologici del mondo maga come l'Ungheria e l'Argentina: Giorgia Meloni va dove la porta il cuore o meglio la fiamma ma lei ministro? Lo capite dove ci sta portando?". "'Io so - ha concluso - che il mondo di Trump non è quello che vorrei per me i miei figli' sono parole di Marina Berlusconi, lei ci parla ancora? L'unica regola di Trump è cancellare tutte le regole". Il Board è stato presnetato da Trump "come il consiglio di amministrazione del mondo come ve lo deve dire che è una ttacco all'Onu e parteciparvi significa legittimarlo. Sembrano le regole del golf club di Mar a Lago". "Noi vogliamo l'Italia con la schiena dritta", ma per voi "un limite non è nemmeno la Costituzione l'articolo 11, siete un governo per cui la fedeltà a Trump conta più dei nostri principi".
Auriemma: "Un'operazione neocoloniale"
"Ma davvero, ministro Tajani, ci vuole vendere quella che è la più grande operazione coloniale del XXI secolo come un'operazione di pace per il martoriato popolo palestinese? Proprio voi che non avete mai speso in tre anni una sola parola in difesa del popolo palestinese e di ferma condanna contro il governo genocidiario di Israele - ha detto Carmela Auriemma del M5s -. L'Italia invece di chiedere sanzioni contro Netanyahu, siederà al suo fianco per fare affari nella Striscia. Non si può parlare di tregua con 600 palestinesi uccisi dall'inizio della tregua, i bambini che continuano a morire di freddo per la mancanza di tende ed elettricità. Non si può parlare del futuro della Palestina senza coinvolgere il popolo palestinese. Non si può parlare di pace senza giustizia per il popolo palestinese. Siamo davanti a un'operazione immobiliare gigantesca con la quale si vuole cancellare e trasformare in business il genocidio del popolo palestinese".
Bonelli: "Un Board of Peace di tiranni e carnefici"
Per Angelo Bonelli di Avs, il Board of Peace è fatto "di dittatori, autocrati, finanzieri, miliardari, e alcuni li conosciamo bene, come Jared Kushner, genero di Trump, noto immobiliarista, oppure Yakir Gabay, anche lui proprietà di società immobiliari - ha aggiunto - Tajani in quest'aula non ha avuto il coraggio di nominare il responsabile di crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Benjamin Netanyahu non è mai stato nominato. Perché non lo nomina? Perché non avete il coraggio? Farà parte anche lui di quel Board of peace? Voi siete responsabili di questo. Noi vi accusiamo di questo. Passerete alla storia per quello che avete fatto".
La repliche di Tajani
Durante le repliche, Tajani ha risposto alle critiche delle opposizioni: "Noi non scodinzolavamo dietro alla Merkel e non scodinzoliamo dietro a Blair. Non partecipiamo a nessun comitato di affari", ha aggiunto Tajani.
Il vicepremier ha poi replicato alle parole dell'esponente del Pd Provenzano che ha ricordato come la Commissione europea abbia chiarito che non farà parte del Board voluto da Donald Trump: "La Commissione europea ha deciso di partecipare alla riunione di Washington", "spiegando di voler partecipare non per esserne membri ma per essere al tavolo della discussione", ha detto Tajani. "Parteciperà anche il governo di Cipro, che detiene la presidenza di turno della Ue - ha proseguito - insieme al rappresentante speciale per il Medio Oriente. Parteciperanno Paesi come Romania, Slovacchia, Croazia, Grecia e Austria, così come Albania, Argentina, Kosovo, Pakistan, Paraguay". "Quindi non siamo ai margini dell'Europa", ha aggiunto.
Faraone: "Andate a Washington a fare i guardoni?"
"Qual è a questo punto la posizione di Forza Italia: quella europeista di Marina Berlusconi o quella Maga di Tajani? Il sadismo di Giorgia Meloni nei confronti del suo ministro degli Esteri arriva al punto di mandarlo a Washington a rappresentare le sue posizioni anti-europee, con un ruolo che pare più da guardone che da osservatore - ha detto il deputato di Italia viva, Davide Faraone, durante le dichiarazioni di voto -. Che cosa ci va a fare l'Italia al Board of peace? Dopo aver ingoiato senza battere ciglio i dazi e l'aumento del contributo alla Nato, la sudditanza e le ambiguità di Giorgia Meloni consegnano il nostro Paese a Trump. Come sempre senza proferire parola, nonostante si tratti di un board organizzato sul modello della Corea del Nord. Questo atteggiamento prono nei confronti degli Stati Uniti ha per l'Italia un prezzo altissimo in termini di credibilità internazionale", ha concluso.
Fratoianni: "Da Tajani parole vuole e senza coraggio"
"È venuto ancora una volta qui a dirci che voi condannate i coloni criminali, e ci mancherebbe pure. Ma si è dimenticato, signor ministro degli Esteri, di rilevare che il governo di Israele, il governo del criminale Netanyahu ha appena avviato un processo di registrazione fondiaria in Cisgiordania che non accadeva dal 1967 - ha attaccato Nicola Fratoianni -. Ci saremmo aspettati una parola su questo, poteva fare un riferimento preciso abbia pazienza e' il ministro degli esteri e' successo un fatto nuovo non siamo di fronte allo Smootrich di turni o di qualche ministro estremista, ma siamo di fronte a un atto del governo israeliano e ancora una volta lei non ha avuto il coraggio e l'onesta' di pronunciare su questo un giudizio chiaro".
Ricciardi: "Il problema non è che si sieda Tajani, ma che si faccia sedere l'Italia"
Al Board of Peace, ha detto intervenendo in Aula il deputato M5s Riccardo Ricciardi, "Tajani siederà non come osservatore ma come componente non votante. Neanche Merz, ex Blackrock, siede in quel cda. Il problema non è che ci va lei, ma che ci mettete a sedere l'Italia. Insieme a chi ha fatto inginocchiare i carabinieri in Cisgiordania, e con chi ha insultato i nostri militari in Afghanistan. E voi sareste i patrioti... Ma per lei il diritto internazionale 'vale fino a un certo punto'. Quello che non vale fino a un certo punto è la dignità. Ma voi non sapete neanche cosa è".
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