Politica
18 febbraio, 2026Nel pacchetto di riforme, oltre al contributo straordinario una tantum, sono previsti interventi per ridurre il costo del gas alla fonte. Il ministro della Sicurezza energetica Pichetto Fratin: "Una risposta concreta a famiglie e imprese"
Il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto di misure che punta a contenere i costi delle bollette per “famiglie fragili” e “imprese”. Il bonus elettrico, secondo quanto scrivono Sole 24 Ore e Corriere, dovrebbe essere di 125 euro. Varrà per i nuclei familiari con Isee fino a 9.796 euro - soglia che sale a 20 mila euro con almeno quattro figli - e si aggiungerà al bonus sociale già esistente.
Oltre al contributo straordinario una tantum, sono previste misure per favorire sconti volontari ai clienti domestici con Isee fino a 25 mila euro e interventi per ridurre il costo del gas alla fonte. Su questo fronte, sono attesi effetti anche sul prezzo dell’elettricità.
Trionfali i commenti dal governo: per Giorgia Meloni si tratta di "un provvedimento molto significativo che tocca una delle priorità che ci eravamo dati dall'inizio, cioè fare il possibile per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese", ha detto in un video pubblicato sui social. "È un decreto che avrà un impatto rilevante che garantirà risparmi e benefici diretti nell'ordine di oltre 5 miliardi di euro". È previsto poi, prosegue la premier, un "riconoscimento in termini di visibilità alle aziende energetiche che decidono di ridurre la bolletta con uno sconto volontario di almeno 60 euro". Secondo il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, "il governo ha scelto ancora una volta la strada della concretezza, per la competitività del sistema Paese e per la crescita economica".
Più critico il giudizio di Avs, che prima dell’approvazione, tramite le parole della capogruppo nella commissione Attività produttive della Camera, Francesca Ghirra, aveva definito il decreto “un flop annunciato”. E un intervento insufficiente “che non servirà affatto ad abbattere gli insostenibili costi energetici del nostro Paese”. Dopo il Cdm, anche Italia Viva, col vicepresidente Davide Faraone, ha seguito la stessa linea: "A giudicare dal testo del decreto, il governo ci ha messo ben due anni per mettere a punto misure che serviranno solo a guadagnare altro tempo. La montagna ha partorito un nuovo topolino energetico".
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