Politica
19 febbraio, 2026"Userò un linguaggio moderato e tecnico". La promessa del ministro della Giustizia a margine di una visita a Cortina
"Siamo tutti non solo propensi ma desiderosi di abbassare i toni delle polemiche che non giovano a nessuno. L'importante è riportare il tema del dibattito sul contenuto e sul testo della riforma che non è né sovversivo, né eversivo, né anticostituzionale, né fascista, né piduista, né altro". Con queste parole il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto a margine di una visita a Casa Italia, a Cortina, rilanciando l’appello a riportare il confronto sul referendum entro binari istituzionali e tecnici. Il Guardasigilli ha sottolineato come negli ultimi tempi il dibattito si sia acceso eccessivamente, ribadendo l’invito del Capo dello Stato a mantenere un linguaggio misurato. "Purtroppo in questi ultimi tempi è stato politicizzato, i toni si sono alzati. Adesso giustamente il Presidente Mattarella ha esortato tutti noi - a cominciare dal sottoscritto - a tenere una argomentazione che sia pacata e razionale, in linea con il quesito". Già ieri aveva promesso che si sarebbe adeguato alla linea sollecitata dal presidente della Repubblica.
"L'importante è portare il contenuto del referendum su quello che è il testo della riforma che non è né sovversivo, né eversivo, né anticostituzionale, né revanscista, né piduista, né altro - ha aggiunto Nordio -. Purtroppo in questi ultimi esempi è stato politicizzato, i toni si sono alzati. Adesso giustamente il presidente ha detto, e io per primo ieri ho esortato tutti noi a cominciare anche dal sottoscritto, a tenere un'argomentazione che sia pacata e razionale in linea con quello che è il quesito del referendum".
Il ministro ha quindi espresso l’auspicio che la consultazione non venga trasformata in un giudizio politico sull’esecutivo. "Questo è il mio auspicio e personalmente userò un linguaggio estremamente moderato, tecnico e aderente al contenuto della riforma. Spero che gli altri facciano altrettanto, spero che non diventi un 'Meloni sì-Meloni no', come successe per Renzi, perché tanto non avrebbe alcun effetto sul governo anche una eventuale sconfitta che peraltro noi riteniamo impossibile. Così come la vittoria, che noi riteniamo praticamente certa, non avrà effetto come si teme punitivo nei confronti della magistratura".
Infine, l’impegno ad aprire un confronto subito dopo l’eventuale via libera alla riforma:
"Il giorno successivo alla vittoria apriremo un tavolo di confronto per le norme attuative per poter avere un dialogo con la magistratura e il mondo accademico e l'avvocatura per dare attuazione alla riforma".
LEGGI ANCHE
L'E COMMUNITY
Entra nella nostra community Whatsapp
L'edicola
Glovalizzazione - Cosa c'è nel nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 20 febbraio, è disponibile in edicola e in app


