Politica
23 febbraio, 2026La sinistra attacca: "Era una forzatura ideologica, hanno provato a trasformare le scuole pubbliche in un elenco da schedare". I tre esponenti del centrodestra: "Abbiamo ricevuto minacce"
Fratelli d'Italia ha fatto un passo indietro e ha deciso di ritirare la mozione sulla "schedatura" delle scuole nel comune di Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. I tre esponenti meloniani Michele Barbarossa, Serena Giannini e Fabio Ventura hanno deciso di ritirarla, perché - come hanno spiegato loro stessi - avrebbero ricevuto "minacce e invettive" e i temi, secondo loro, sarebbero stati "volutamente travisati e strumentalizzati", "con l'evidente scopo di impedire qualsiasi dibattito in merito". Il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, a margine di un evento a Firenze aveva sottolineato come la mozione fosse "assurda".
La mozione che ha fatto discutere
Nella mozione al centro delle polemiche, dal titolo "La modifica delle nomenclature e/o denominazioni delle scuole presenti sul territorio comunale", si invitava ad aggiungere al nome ufficiale alcune indicazioni - da "politicamente schierata a sinistra" a "favorevole alle teorie Lgbtq+ e/o woke", da "antisionista", ad "antifascista" - così da identificare "l'orientamento insegnato e voluto dal corpo docente e dalla dirigente scolastica".
la risposta dell'amministrazione
Tra i primi ad indignarsi, il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti, che ha considerato la proposta un "attacco vergognoso alla libertà". Anche Emiliano Fossi, segretario toscano e deputato del Pd, si è schierato dalla parte del sindaco e dei sindacati. La Uil ha infatti detto che "etichettare le scuole significa introdurre una logica divisiva e discriminatoria, creando precedenti pericolosi". Un malcontento che ha raggiunto anche alcuni dei diretti interessati, cioè gli studenti e di professori dell'istituto Gobetti Volta di Bagno a Ripoli. Ai cronisti del Corriere della Sera, i docenti hanno sottolineato i motivi per cui la "schedatura" delle scuole sarebbe stata inopportuna anche dal punto di vista costituzionale: "Ai principi della Costituzione, che desideriamo richiamare, si ispira l’insegnamento. Per questo non occorre specificarne l’orientamento antifascista: la scuola italiana, ogni scuola, è tale per sua natura".
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