Politica
24 febbraio, 2026La polemica per le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Che poi aggiunge: “Mai paragonato il presidente russo a tutti coloro che votano no”
La battuta - o presunta tale - accende uno scontro che intreccia il referendum per la giustizia e la guerra tra Russia e Ucraina: “Cosa voterebbe Putin al referendum?”, la domanda su cui è stato incalzato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari a margine di un convegno al Senato sui quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina. “Beh, in Russia non mi risulta che ci sia la separazione delle carriere. Sicuramente voterebbe no”, la replica che ha immediatamente incendiato il dibattito.
Dal Pd è arrivata una dura reazione. La segretaria Elly Schlein e ha accusato il governo di non aver affatto abbassato i toni, richiamando anche l’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a evitare scontri istituzionali. In Aula, il capogruppo dem Francesco Boccia ha definito “vergognose” le parole del sottosegretario, sostenendo che paragonare chi vota no a Putin significhi trasformare il referendum in un "terreno di propaganda politica".
Nel centrodestra si respinge l’accusa. Fazzolari ha chiarito di non aver “mai paragonato a Putin tutti coloro che votano no”, spiegando che si trattava di una risposta “ironica” a una domanda “evidentemente bizzarra” di un cronista: “In Russia non c’è separazione delle carriere, quindi probabilmente voterebbe no”.ha parlato di “continua delegittimazione della magistratura” Una precisazione che però non ha spento la polemica, anche perché la frase è arrivata proprio nel giorno dell’anniversario dell’invasione dell’Ucraina.
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