Politica
3 febbraio, 2026La relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati ha presentato in Aula il nuovo rapporto "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo". La maggioranza accusa il centrosinistra di "doppia morale"
“La Palestina continua a essere distrutta, Gaza è sotto assedio”. Con queste parole Francesca Albanese ha esordito alla Camera, durante la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo rapporto (Genocidio di Gaza: un crimine collettivo). La relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati ha spiegato di essere stata costretta a redigere il rapporto dal Sudafrica, proprio per le condizioni di inagibilità in cui vertono i territori della Striscia di Gaza e della Cisgiordania. “Il 31 gennaio bambini palestinesi sono morti in seguito ad attacchi mirati, mentre altri bambini continuano a morire di freddo. - ha sottolineato -. Le pratiche di espropriazione della terra in Cisgiordania continuano a moltiplicarsi. Quello dei coloni è vero e proprio terrore”.
Albanese ha in seguito denunciato alla Camera una crescente repressione dei movimenti di solidarietà con la Palestina, definendola una forma di sostegno incondizionato a Israele. Secondo Albanese, l’uso di leggi contro l’antisemitismo per limitare la libertà di espressione e proteggere uno Stato accusato di gravi crimini internazionali mette a rischio i fondamenti dell’ordine democratico.
Nel presentare il rapporto, Albanese ha collegato la guerra a un ordine mondiale di tipo coloniale e ha sottolineato il ruolo di armi, intelligence e cooperazione militare. In questo quadro, ha indicato l’Italia come partner chiave, citando il programma F-35 e l’aumento degli scambi commerciali con Israele. Il suo rapporto, che riguarda oltre 60 Paesi, "dimostra come attraverso azioni legali e omissioni deliberate, troppi Stati abbiano armato, finanziato e protetto l'apartheid militarizzato israeliano, consentendo che il progetto coloniale di insediamento nel territorio palestinese occupato dal 1967 degenerasse in genocidio". Nel rapporto emerge che dal 2020 al 2024 l'Italia è stata il terzo fornitore di armi di Israele, dopo Germania e Stati Uniti.
"E l'Italia continua a consentire il transito di carichi militari nei porti", ha aggiunto Albanese, secondo cui anche gli altri Paesi europei sarebbero complici, consentendo la crescita delle esportazioni israeliane.
La relatrice ha infine chiesto agli Stati il ritiro dai territori palestinesi occupati, la sospensione dei rapporti economici con Israele e l’accertamento delle responsabilità individuali, avvertendo che "non farlo significa essere complici".
In conclusione, la relatrice Onu ha ribadito che "il diritto internazionale è chiarissimo: nessuno Stato può aiutare, può assistere un altro Stato nella commissione di illeciti internazionali, tanto più di crimini internazionali. Non è una scelta politica, è un obbligo giuridico".
La questione delle sanzioni Usa
Per quanto riguarda la possibile revoca delle sanzioni statunitensi nei suoi confronti, Albanese ha denunciato l’inettitudine dello Stato italiano. “Non ho mai avuto nessun incontro con questo governo. L'ho richiesto e mi è stato negato, ed è un fatto abbastanza unico perché negli altri Paesi, anche quelli che non condividono le mie analisi e quelle degli altri relatori speciali o dell'Alto commissariato dei diritti dell'uomo, vengo ricevuta con tutto il rispetto e la dignità che si riconosce per un mandato come questo”, ha detto. Secondo la relatrice le sanzioni americani non verranno “tolte o revocate così facilmente perché non sembra esserci un clima favorevole negli Stati Uniti in questo momento”.
la partecipazione delle opposizioni
Ad intervenire, introducendo la conferenza, la deputata del Movimento 5 stelle Stefania Ascari: “Il report mostra come gli Stati, Italia inclusa, siano complici di Israele. E denuncia il doppio standard della comunità internazionale. Il geneocidio del popolo palestinese è un crimine collettivo reso possibile dalla comunità internazionale”. Accanto ad Ascari e Albanese anche il deputato dem Arturo Scotto, i pentastellati Dario Carotenuto e Carmela Auriemma e il senatore di Alleanza Verdi-Sinistra Peppe De Cristofaro. Una partecipazione sentita da parte dell’opposizione, che nei giorni precedenti ha incendiato le polemiche nella maggioranza.
le polemiche sulla conferenza
La partecipazione di pentastellati, verdi e democratici all’imminente conferenza alla Camera aveva attirato le accuse di "doppia morale” e “mancanza di coerenza”, mosse da Fratelli d’Italia. “Un doppiopesismo che ci lascia basiti”, hanno dichiarato Sara Kelany, responsabile del dipartimento immigrazione di Fratelli d’Italia, ed Elisabetta Gardini, vice capogruppo del partito.
Sempre secondo Kelany nelle sue "abnormi" dichiarazioni alla Camera Albanese "Dimentica che gli episodi di antisemitismo dopo il 7 ottobre sono esponenzialmente aumentati in Europa e in Italia. Dimentica che le piazze pro Pal sono state disseminate di messaggi orribilmente antisemiti". La responsabile del dipartimento immigrazione di FdI ha cocluso: "Ancora una volta abbiamo dovuto assistere ad una intemerata della Albanese, che parla di genocidio a Gaza senza mai menzionare Hamas".
Secondo le esponenti meloniane, inoltre, la scelta di deputati e senatori di partecipare alla conferenza di Albanese mal si concilierebbe con l’occupazione della sala per le conferenze stampa per impedire il lancio della raccolta firme per la proposta di legge ‘Remigrazione e riconquista‘, promossa da Casapound, Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti e Brescia ai Bresciani. Secondo Gardini e Kelany schierarsi con Francesca Albanese significherebbe aderire quella stessa ideologia radicalizzata imputata ai sostenitori della remigrazione. Anche secondo la senatrice FdI Ester Mieli, Francesca Albanese, sarebbe una “relatrice Onu nota per la sua propaganda Pro Pal, la quale ha dichiarato che 'quelli di Hamas vanno capiti’”. “La Camera dei Deputati - ha aggiunto - non può essere il palcoscenico di chi legittima la violenza terroristica e diffonde propaganda antisemita. Questo è uno schiaffo alla dignità del Parlamento e a tutti gli italiani".
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