Politica
3 febbraio, 2026Il Consiglio dei ministri si sarebbe dovuto tenere domani, ma i nodi devono ancora essere sciolti. A partire dal fermo preventivo per i manifestanti ritenuti violenti. Nessun dubbio invece sullo scudo penale. Fratoianni: "Ipotesi incostituzionali"
La quadra sulle misure del nuovo pacchetto sicurezza, tra gli alleati del centrodestra, deve ancora essere trovata. E così il Consiglio dei ministri previsto inizialmente per domani - 4 febbraio - slitta di un giorno. Ufficialmente, un rinvio tecnico. Ma i nodi devono ancora essere sciolti. A partire dal fermo preventivo di 12 ore per i manifestanti violenti, per chi ha precedenti penali o anche solo procedimenti in corso per determinati tipi di reati. Nessun dubbio sembrerebbe esserci invece sul cosiddetto scudo penale per gli agenti, si tratta sulla possibilità di daspo anche per le proteste mentre sembrerebbe essere più complicato, per le resistenze di Forza Italia e per i dubbi costituzionali (affiancati a quelli del Quirinale), introdurre una sorta di cauzione obbligatoria per chi organizza manifestazioni.
Su quest’ultimo punto la Lega rilancia: “È fondamentale un pacchetto sicurezza che garantisca i cittadini perbene e le forze dell'ordine. Tra le misure necessarie, c'è anche quella 'chi sbaglia paga'. Chi scende in piazza dovrà pagare una cauzione, come già successo alla Lega nel 1999 quando organizzò una manifestazione a Roma. Non possono essere tollerati altri casi Torino”.
"I lavori sono ancora in corso - spiega invece Antonio Tajani in merito al decreto il discussione - ma è necessario puntare sulla parte delle garanzie per le forze dell'ordine per evitare che si ripeta quanto successo a Torino dove gli scontri erano preordinati. Vogliamo impedire anche che chi ha precedenti possa partecipare a manifestazioni violente, un po' come fatto per gli ultrà allo stadio”.
Sul fermo preventivo e la richiesta di cauzione, “tutto può essere fatto, ma nel rispetto della Costituzione. Sono ipotesi ma bisogna trovare un modo per garantire sicurezza senza limitare il diritto a manifestare". Per quanto riguarda le Olimpiadi di Milano-Cortina e gli eventuali timori per la sicurezza, "certamente c'è un innalzamento del livello di scontro da parte dell'ultrasinistra che è del tutto premeditato. Bisogna impedire che queste situazioni si creino, ecco perché parlo di adottare una sorta di ‘Daspo’”.
Nicola Fratoianni, invece, replica alle accuse di connivenza con i violenti: "I nostri esponenti erano in piazza in modo pacifico, come sempre. Abbiamo condannato senza ambiguità le violenze, non accettiamo lezioni da un ministro che ha mentito sul caso Almasri e ha stretto la mano al collega egiziano senza chiedere nulla di Giulio Regeni" e da un ministro che "ha totalmente fallito nella gestione dell'ordine pubblico”, dice a La Stampa il coportavoce di Avs.
Per Fratoianni, gli scontri a Torino gli scontri di Torino non si sono riusciti a impedire "perché Piantedosi non si preoccupa di garantire la sicurezza di chi va in piazza pacificamente e degli agenti impegnati nell'ordine pubblico ma solo di trovare il modo per impedire alle persone di manifestare liberamente". Per quanto riguarda, quindi, le nuove misure che il governo sta studiando, "sono ipotesi chiaramente incostituzionali, che si prova a portare avanti sull'onda dell'emotività e dell'emergenza - spiega -. Immaginare un'impunità preventiva per gli agenti è inaccettabile. Quanto al fermo preventivo: chi lo decide e in base a quali criteri? Così si stravolgono i confini della nostra Costituzione".
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