Politica
13 marzo, 2026Tutto il peggio della settimana dal 6 al 13 marzo
La dichiarazione definitiva di Giorgia Meloni sul referendum del 22 e 23 marzo; Matteo Salvini e TonyPitony; Nicola Gratteri e Il Foglio; Fratelli d'Italia, le accise sulla benzina e un Sal Da Vinci sempre più centrale nel dibattito politico. Nel frattempo, alla Camera dei deputati – tra un'informativa sulla guerra e l'altra – si degustano prelibatezze provenienti da tutte le regioni italiane. Questo è il nuovo Stupidario, si parte.
1. Nient'altro?
Giorgia Meloni, ultima chiamata per il Sì: “Con il No immigrati illegali, pedofili, spacciatori e stupratori rimessi in libertà”. La premier all'evento Fdi sul referendum: immancabili i riferimenti ai giudici che si stanno occupando della storia della cosiddetta “famiglia del bosco”
(HuffPost – 12 marzo)
2. Il tredicesimo presidente
Elude scorta e Digos e sale sul palco con Meloni: “Aspetto le dimissioni di Mattarella”. L'episodio al Parenti di Milano. L'uomo, Orazio Musumeci, ha avvicinato la premier indisturbato prima che iniziasse il suo intervento. Si definisce “il tredicesimo presidente”
(HuffPost – 13 marzo)
3. C'erano TonyPitony, Matteo Salvini e
TonyPitony senza maschera? Salvini: “Non sono io, basta foto...”. L'immagine è stata condivisa su X e rilanciata da numerosi utenti. Secondo molti si tratterebbe proprio dell'artista che si esibisce con la maschera di Elvis Presley e che, almeno per ora, non avrebbe alcuna intenzione di toglierla. Tuttavia, a molti non è sfuggita una certa somiglianza tra l'uomo nella foto e Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Lo stesso Salvini ha commentato la vicenda con ironia: “Stop sending me this” (“Smettete di mandarmi questa foto”)
(Adnkronos – 11 marzo)
4. Basta un sì
“Poco fa qui a Milano, hanno derubato mia moglie in metropolitana. Blocco carta, bancomat, rottura di coglioni per fare denuncia e rifare documenti. Se anche i malviventi fossero stati sorpresi dalla polizia, non avrebbero fatto 1 giorno di galera. VOTATE SI al referendum, stop”
(Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare, su X – 11 marzo)
5. "Come si chiama quel coglione?"
Il presidente del Senato La Russa insulta un senatore Pd: il video mostrato a diMartedì
(La7.it – 11 marzo)
6. Borbottava
Dopo lo scoppio delle polemiche, ecco le parole di Emiliano Arrigo, portavoce di La Russa: “Il presidente si è detto dispiaciuto. Non ricorda l’evento specifico e nemmeno se l’epiteto fosse rivolto veramente al senatore Nicita. Ma comunque gli chiede scusa se così è stato interpretato. Quello del presidente era un borbottio rivolto a se stesso che purtroppo è stato intercettato dal microfono lasciato aperto”
(Open – 11 marzo)
7. Foffettava
“È legittimo pensare che, se si fotte fatta un'informazione corretta alle imprese, i risultati sarebbero stati ancora più rilevanti”
(Il ministro Adolfo Urso in Parlamento, sul Piano Transizione 5.0 – 12 marzo)
8. Nel frattempo, il ministro della Difesa
Deborah Bergamini, vice segretaria di Forza Italia: “Lo abbiamo fatto!!!! Siamo felici! W gli sposi! E i sogni!”. Risponde il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Sono contento per voi Deborah. Viva gli sposi!” (con le seguenti emoji: chiesa/cuoricini–sposa–sposo–applausi–applausi–applausi–applausi–applausi)
(X – 8 marzo)
9. Primati
Al Bano: “Sono stato il primo sequestrato dai pasdaran in Iran. Mi hanno tenuto un mese in un hotel di Teheran”
(Il cantante a Un Giorno da Pecora, Rai Radio 1; Corriere.it – 12 marzo)
10. Dopo aver sentenziato tutto
Fuori dal coro, Rete 4, la premier Meloni sull’attacco Usa contro l’Iran: “Non condanno né condivido, non ho gli elementi per prendere una posizione”
(Il Fatto Quotidiano – 8 marzo)
11. Ma torniamo al cuore del referendum...
Meloni su Rete 4: “I giudici ci impediscono di governare, la riforma della giustizia serve”
(La Repubblica – 8 marzo)
12. Prime pagine
La guerra santa del referendum: “Il No conviene agli islamici”
(Il Giornale, prima pagina – 9 marzo)
13. Tanta voglia di ricominciare, abusiva
Referendum, Renzi replica a Meloni citando Sanremo: “Non vorrei che sperando che sia ‘per sempre sì’ vi arrivi una ‘gelida paura’”. Il leader di Italia Viva contrappone la canzone di Sal Da Vinci a quella di Fulminacci e parla di “paura” nell'esecutivo
(Il Fatto Quotidiano – 11 marzo)
14. Sal Da Vinci smentirà...
Meloni arruola Sal Da Vinci: “La tua canzone regalo per il Sì”. FdI vorrebbe usare il tormentone per i comizi finali
(La Repubblica – 10 marzo)
15. Eccoallà
FdI usa “Sarà per sempre sì” di Sal Da Vinci come jingle all’evento di Milano per il referendum. Allo scadere del tempo per gli ospiti scatta il gong o il tormentone musicale scelto dagli organizzatori
(Open – 12 marzo)
16. Capitolo "plotoni d'esecuzione"
Referendum Giustizia, sconcerto per le parole di Giusi Bartolozzi sull'emittente siciliana Telecolor: “Votiamo Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, è un plotone d'esecuzione”
(L'Espresso – 9 marzo)
17.1 L'imbarazzo
L’imbarazzo del ministro Nordio dopo il caso Bartolozzi: “Mi dispiace, si scuserà”. Ma lei resiste al pressing
(Corriere Roma – 10 marzo)
17.2 E l'imbarazzo?
“Plotoni di esecuzione? Caso chiuso”, Fratelli d'Italia blinda Bartolozzi: “Frasi travisate”. Nordio: “Non deve dimettersi”
(Corriere Roma – 10 marzo)
17.3 Niente più imbarazzo
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, concede una brevissima battuta ai cronisti al termine dell’evento a Roma con i giovani per il Sì al Referendum al cinema Adriano. Incalzato sul caso della sua capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi, ha risposto: “Merita di restare perché leale, e così è sempre stata. Non c’entra niente ciò che state facendo in un modo direi improprio”
(CorriereTv – 12 marzo)
17.4 Ma quale imbarazzo
“Le parole di Bartolozzi? Mi sembra che siano state volutamente esagerate e travisate, nel trascurare un 'che' che cambia la frase”, “le parole sono uscite così, tagliate molto male, se uno avesse ascoltato il minuto prima e quello successivo...”
(Giovanni Donzelli, coordinatore nazionale di Fratelli D’Italia, ad Alanews e a L'Aria che tira, La7 – 10 marzo)
18. Imbarazzo zero
Giusi Bartolozzi non si è scusata per quelle frasi su parte della magistratura come “plotone di esecuzione” della quale, per lei, bisogna liberarsi votando Sì. Dopo un lungo tira e molla di pressioni ha dettato all’Ansa solo una precisazione: “Prendo atto delle polemiche scaturite dalle mie parole. Parole che, lo ribadisco con senso di profondo dispiacere, sono state tratte da un discorso molto più ampio e quindi piegate a una lettura fuorviante. Non ho mai attaccato la magistratura che anzi, in più di un’occasione, ho difeso anche a costo di scelte personali e politiche estremamente gravose”
(Corriere Roma – 11 marzo)
19. Il ritorno
Il pm Woodcock ribalta la Costituzione: “Il processo serve a dimostrare l'innocenza dell'imputato”. Durante un'intervista a Michele Santoro il magistrato anglo-napoletano non ricorda l'articolo 27 e trasforma la presunzione d'innocenza in presunzione di colpevolezza
(Il Foglio – 12 marzo)
20.1 Meme falsi
Gratteri arruola Sal Da Vinci nel fronte del No senza accorgersi di aver citato di nuovo un meme falso. Il procuratore di Napoli ci ricasca dopo aver letto le dichiarazioni inventate di Giovanni Falcone, questa volta arruola per il No il vincitore di Sanremo. Peccato che quest'ultimo abbia smentito. Resta da capire come Gratteri verifichi i fatti se conduce così la campagna referendaria
(Il Foglio – 10 marzo)
20.2 Poi facciamo i conti
Gratteri: “Su Sal Da Vinci scherzavo, e con voi del Foglio dopo il referendum faremo i conti”. Procuratore Gratteri, dopo l’intervista apocrifa al giudice Falcone, il finto No al referendum di Sal Da Vinci. Ma che succede? “Succede che era tutto uno scherzo”. A ingannarla è stata la fretta o l’infido consigliere dell’altra volta? “Nessuno. Non sapete scherzare?!” (...). “Ascolti – dice serio Gratteri – se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure”. Diffamare? “Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti”. I conti? “Nel senso che tireremo una rete”. La famosa rete? “Sì, una rete”. Si riferisce alla pesca a strascico? “Speculate pure”
(Il Foglio – 11 marzo)
20.3 Valutazioni
Gratteri non smentisce le sue parole al Foglio e annuncia: “Valuterò querela”. Il procuratore di Napoli parla all'Ansa: “So bene cosa significa essere bersaglio di minacce. Valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine”
(Il Foglio – 11 marzo)
21. Ma non erano state tolte?
Scontro in Senato sulle accise carburanti. Meloni: “Ingeneroso dire che abbiamo aumentato le accise sui carburanti, noi abbiamo allineato le accise perché avevamo un impegno che il precedente governo, i precedenti governi”. Renzi: “No, le avete aumentate”
(Il Fatto Quotidiano – 11 marzo)
22. Anche ragioniere?
“(...) di fronte a questi impegni, il Governo ha dovuto alzare le accise sul diesel, ma, allo stesso tempo, ha abbassato le accise sulla benzina, e questa è una realtà. Questo Governo ha abbassato le accise sulla benzina (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle), e se c'è una
controprova è facile andare a qualsiasi distributore e vedere che oggi – lo so che la verità vi fa male, lo so, ma è così – la benzina costa meno del diesel (...)”
(Dallo stenografico della Camera le parole di Francesco Filini, deputato di Fratelli d'Italia – 12 marzo)
23. Per fortuna, qualcuno
“Gli Stati Uniti sono il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando il prezzo del petrolio sale, noi facciamo un sacco di soldi”. Donald Trump lo ha ammesso con candore: la fiammata dei prezzi del greggio farà guadagnare l’America. Ma la crescita dei prezzi del gas potrebbe renderla ancora più ricca
(L'Economia, Corriere.it – 12 marzo)
24. Nel frattempo, in Parlamento si mangiano prelibatezze
De-escalation e tiramisù, basi agli Usa e ravioli del Plin, accise e 'nduja, stretto di Hormuz e fiadoncini: tutti al buffet offerto da Confartigianato. Mentre nell'aula della Camera maggioranza e opposizioni si scontrano su Ucraina e Iran, al ristorante di Montecitorio si mangia. Viceministri, sottosegretari, deputati e deputate sfilano lungo i banchi del buffet offerto da Confartigianato riempiendo piatti e bicchieri. Una degustazione organizzata da settimane, che casualmente coincide con l'informativa urgente di Giorgia Meloni sul conflitto in Medio Oriente. Le sale del ristorante di Montecitorio sono apparecchiate con “il meglio dell'enogastronomia italiana”. Piatti caldi e freddi, formaggi e salumi, vini e birre artigianali, dolci e tiramisù espressi (...)
(La Stampa e Agenzia Dire – 11 marzo)
25. Precisazioni
Fiori d'arancio in Comune, sindaci gay di FdI e Lega sposi: “Siamo per la famiglia tradizionale”
(La Stampa – 10 marzo)
26. Fare la differenza
Calenda cancella ChatGPT: “Scelta politica, è dalla parte di Trump”. Il segretario di Azione ha deciso di annullare il suo abbonamento
(Adnkronos – 9 marzo)
27. Sullo sfigometro, sul livello del dibattito
Salvini, “ti prego vai a Budapest prima del voto. Mi raccomando. Qualcosa tipo: 'sarà l’anno della pace anche grazie a Trump'. Effetto tipo i tuoi auguri a: Luna Rossa, Nazionale italiana, Milan, Sinner… Fai intensamente campagna elettorale per Orbán. Se i russi sono a corto di soldi ci autotassiamo per volo e alloggio. Anche lungo periodo”
(Carlo Calenda su Instagram – 12 marzo)
28. Eccellente
Giovanni Zannini, dopo il divieto di dimora in Campania il consigliere regionale si trasferisce in Abruzzo. Il politico di Mondragone accusato di corruzione, falsità materiale e truffa aggravata risiederà a Castel di Sangro fino all'esito del ricorso al Riesame. Nel frattempo il consiglio regionale potrebbe sospenderlo
(Corriere del Mezzogiorno – 3 marzo)
29. Rita de Crescenzo
Risulta irreperibile per 3 volte alle notifiche dell’Agenzia delle Entrate. La nota tiktoker napoletana ha ricevuto tre avvisi di deposito atti, notificati per irreperibilità. Mittente: Agenzia delle Entrate di Napoli
(Fanpage.it – 10 marzo)
30. Dal mondo
Ritocchini con il botox, silicone e gobbe gonfiate: così 20 cammelli sono stati squalificati da un concorso di bellezza in Oman. Un nuovo scandalo colpisce i concorsi di bellezza per animali: al “Camel Beauty Show Festival” di Al Musanaa gli ispettori hanno segnalato diversi interventi di chirurgia estetica compiuti sugli animali
(Corriere della Sera – 11 marzo)
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