Politica
15 marzo, 2026Articoli correlati
Per il presidente del Comitato "Giusto dire no", Antonio Diella, non si tratta di "satira" ma di un "linguaggio violento che inquina il dibattito referendario". La replica: "Strumentalizzazioni. È una caricatura della separazione delle carriere"
C’è Carlo Nordio con un’accetta in mano. Sotto al Guardasigilli, un magistrato tagliato in due. La vignetta scelta dalla Camera penale di Cosenza per esprimere il suo invito a votare “sì” al referendum sulla Giustizia diventa un caso e accende l’ennesima polemica di questa campagna elettorale dai toni già particolarmente accesi.
Per il presidente esecutivo del Comitato “Giusto dire No”, Antonio Diella, “questa vignetta, per com'è stata congegnata, rappresenta il paradigma della legge Nordio attraverso un'ascia che taglia in due il corpo di un magistrato. Noi non pensiamo che rappresentare un magistrato fatto a pezzi sia satira, in Calabria come nel resto d'Italia. E non pensiamo che affermare che bisogna togliere di mezzo la magistratura sia semplicemente 'libertà di espressione'. Noi pensiamo - ha aggiunto - che sia l'utilizzo di un linguaggio violento, che inquina il dibattito referendario nel presente e che corre il rischio di inquinare a lungo il rapporto tra le istituzioni di questo Paese, a prescindere dall'esito del voto”. Per il Pd Calabria, raffigurare magistrati simbolicamente colpiti con un’ascia evoca una violenza istituzionale che non può trovare spazio nel dibattito pubblico di un Paese democratico”.
Alle polemiche e alle critiche ha replicato direttamente la Camera penale di Cosenza, che parla di “strumentalizzazione” della locandina: il Pd regionale “strumentalizza la vignetta, con cui la forza dell'attuale riforma sottoposta a referendum è satiricamente raffigurata dal ministro della Giustizia che, con un taglio netto, separa la magistratura, giudicante dalla requirente. Stupisce che una caricatura sulla separazione delle carriere sia, invece, eccentricamente interpretata come 'l'eliminazione simbolica di una parte della magistratura' finanche tale da 'toccare il rapporto fra i poteri dello Stato’”. Il presidente della Camera penale di Cosenza, Roberto Le Pera: “La satira, per sua natura, utilizza immagini forti, provocatorie, talvolta anche disturbanti, per rendere immediatamente percepibile il significato di una questione pubblica”.
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