Politica
20 marzo, 2026Il traffico marittimo nello stretto di Hormuz, che separa le coste iraniane dalla penisola arabica, è quasi totalmente fermo. Trump aveva invocato l’aiuto dell’Europa, che in modo compatto ha detto di non volere entrare in questa guerra
I leader dei 27 Paesi europei si sono visti di persona per la prima volta dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele all’Iran per il Consiglio europeo, fissato da tempo. Un incontro che arriva in ritardo, mentre il conflitto si è ormai allargato agli altri Paesi del Golfo con conseguenze nelle forniture di gas e petrolio per tutta Europa.
Il traffico marittimo nello stretto di Hormuz, che separa le coste iraniane dalla penisola arabica, è quasi totalmente fermo. Trump aveva invocato l’aiuto dell’Europa, che in modo compatto ha detto di non volere entrare in questa guerra.
Ma sei Stati, tra cui l’Italia, in una nota congiunta hanno detto di “essere disponibili a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro delle navi attraverso lo stretto di Hormuz”.
Le opposizioni temono che sia il primo passo per trascinare il Paese nel conflitto, la premier Meloni spiega che non ci sarà “una missione militare” ma “offriremo un contributo quando dovessero esserci le condizioni, in una fase post conflitto”.
Durante il Consiglio europeo, molti leader hanno chiesto al presidente francese Macron - visto che la Francia è l’unico Paese europeo che siede nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu - di chiedere una copertura alle Nazioni Unite per una missione multilaterale. A Bruxelles era presente anche il segretario generale dell’Onu, ma al di là dei proclami, su Hormuz non ci sono passi in avanti.
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