Politica
22 marzo, 2026La geografia del voto conferma il tradizionale divario territoriale nella partecipazione elettorale, con il Centro-Nord più attivo e il Mezzogiorno in ritardo
Oltre il numero che tocca tutto lo Stivale. L'affluenza al referendum sulla giustizia alle ore 12, presa regione per regione, disegna una geografia del voto che conferma un’Italia diversificata. In testa si colloca l’Emilia-Romagna con il 19,50%, seguita dal Friuli Venezia Giulia (17,86%) e dalla Lombardia (17,55%). Subito dietro Liguria (17,49%) e Veneto (17,04%), mentre Toscana (16,90%) e Lazio (16,25%) restano sopra la soglia del 16%.
Nella fascia centrale si muovono Marche (15,61%), Valle d’Aosta (14,80%), Piemonte (14,46%) e Umbria (14,37%), con Abruzzo (14,09%) e Sardegna (14,00%) appena sopra il 14%. Più distaccato il Trentino-Alto Adige (13,22%), mentre al Sud i dati restano sensibilmente più bassi: Puglia al 12,12%, Molise all’11,39% e Campania al 10,96%.
In coda Sicilia (10,06%), Basilicata (9,84%) e Calabria (9,74%), tutte sotto il 10%. La mappa conferma il tradizionale divario territoriale nella partecipazione elettorale, con il Centro-Nord più attivo e il Mezzogiorno in ritardo. In un referendum senza quorum, il dato dell'affluenza non incide sulla validità del voto ma resta centrale interpretare quello che sarà il risultato finale.
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