Politica
23 marzo, 2026Un voto "politico" per il 28% di coloro che si sono recati alle urne, secondo Youtrend. Solo il 7% di coloro che hanno votato "no" e l'8% di coloro che hanno votato "sì" dichiarano di aver scelto cosa votare seguendo semplicemente le indicazioni del loro partito
Un verdetto che sembrava incerto fino alla chiusura delle urne. Poi, con l'uscita delle prime proiezioni, la vittoria del "no" si è palesata all'unanimità in tutte le rilevazioni sondaggistiche. Secondo gli Instant poll Youtrend per Sky TG24 chi ha votato "no" lo ha fatto soprattutto con l'obiettivo di non modificare la Costituzione italiana: sarebbero il 61% di quelli che hanno espresso parere negativo. Mentre al secondo posto tra le motivazioni del "no" si colloca il desiderio di contrastare il sorteggio dei componenti del Csm. Al contrario, chi ha votato "sì" lo ha fatto soprattutto per introdurre anche in Italia la separazione delle carriere nella magistratura (59%) e per sostenere la divisione del Csm in due rami (35%).
Solo il 7% di coloro che hanno votato "no" e l'8% di coloro che hanno votato "sì" dichiarano di aver scelto cosa votare seguendo semplicemente le indicazioni del loro partito.
Un segnale "politico"
Nonostante Giorgia Meloni abbia dichiarato a più riprese che i risultati non avrebbero influenzato il suo mandato da presidente del Consiglio, il 28% dei votanti ha dichiarato di aver voluto esprimere, attraverso la propria preferenza, un segnale politico. Tra questi, il 34% ha poi votato "no", mentre il 21% "sì". I votanti che si sono invece recati alle urne con l'obiettivo di esprimere un giudizio nel merito della riforma sono il 69%: 76% dei quali per il "sì", 63% per il "no".
Le dimissioni di Giorgia Meloni
Sempre secondo i dati Youtrend, in caso di vittoria del "no" il 54% degli italiani ritiene che Giorgia Meloni dovrebbe continuare a guidare il governo. Solo il 26% chiede le dimissioni (il 20% non si esprime). La frattura politica è marcata: l'87% degli elettori del "sì" ritiene che Meloni debba restare (solo il 7% vorrebbe le dimissioni), mentre tra gli elettori del "no" la quota scende al 37%, con il 47% favorevole alle dimissioni.
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