Politica
27 marzo, 2026Il leader di Italia viva, intervistato a Piazzapulita, ha (ri)lanciato l'ipotesi di una corsa comune e una proposta unitaria del campo largo. Per poi replicare al disappunto di Silvia Salis: "Le primarie sono l'elemento costitutivo della storia del Pd"
Matteo Renzi rilancia le primarie del centrosinistra. La vittoria del No al referendum sulla giustizia ha visto i leader del “campo largo” (da Elly Schlein a Giuseppe Conte passando per Nicola Fratoianni) mostrarsi più compatti nel confronto con il governo: così anche il leader di Italia viva si mostra più fiducioso, a Piazzapulita, su quello che potrebbe essere l’esito delle prossime elezioni, previste per il 2027. “Penso che oggi sia evidente a tutti che il centrosinistra può vincere. Questo è un dato di fatto. O forse, più correttamente, che la Meloni può perdere”, ha detto l’ex premier La7, indicando nella fase attuale un’opportunità politica concreta per l’alternativa.
Renzi ha quindi (ri)messo sul tavolo una proposta operativa: “Noi lanceremo le primarie delle idee dall’11 di aprile”, spiegando che il centrosinistra deve ora “trovare degli argomenti” e costruire una piattaforma condivisa prima ancora della scelta dei candidati. E sul destino dell’attuale esecutivo lancia “due ipotesi. La prima: la Meloni non ne può più psicologicamente, va a votare. Non credo che accada, però le dico, essendoci passato, che queste botte fanno male non sull'istante, ma molto di più dopo. Cioè, i prossimi 2-3 mesi”.
E proprio sul piano dei rapporti con gli altri leader, Renzi mette da parte ogni possibile frizione, incalzato su un suo eventuale riavvicinamento con Conte: “Il problema non è il rapporto personale qui. Oggi noi stiamo a dare un giudizio sul governo Meloni. Chi oggi nel centrosinistra, per questioni magari di beghe personali, decidesse di far saltare l’alternativa al centrodestra e alla Meloni in nome di un litigio personale, ecco, il popolo del centrosinistra lo rincorrerebbe fino al Polo Nord”.
Primarie sì, ma con idee che ancora dividono. Renzi si è detto in disaccordo con la posizione critica espressa da Silvia Salis, sindaca di Genova, che invece ha riferito di essere contraria a una corsa unitaria del centrosinistra: “Credo che Silvia stia sbagliando nel dare questo giudizio sulle primarie, perché le primarie sono l’elemento costitutivo della storia del Partito Democratico”. E sul formato aggiunge: “Su questo tema decideranno i candidati e gli organizzatori. Che io sia primo turno, secondo turno, a me l’importante è che ci sia un meccanismo in cui quella partecipazione trova una sponda”. La stessa che ora il presidente di Italia viva, insieme ad altri leader, prova a dare alle primarie.
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