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27 marzo, 2026Il presidente Usa ha congelato, almeno temporaneamente, l’escalation sul fronte dei bombardamenti contro i siti iraniani. L’inviato speciale Steve Witkoff e il segretario di Stato Marco Rubio condividono la linea, ma restano più cauti
Donald Trump concede tempo all’Iran. E congela, almeno temporaneamente, l’escalation sul fronte dei bombardamenti contro le infrastrutture energetiche. Il presidente statunitense ha annunciato una nuova estensione della deadline che aveva posto per far riaprire lo Stretto di Hormuz - in un primo momento aveva concesso solo 48 ore -, accompagnata da una decisione chiave: nessun attacco ai siti iraniani fino al 6 aprile alle 20, orario di Washington (il 7 alle 02:00 per gli italiani). “Nonostante le erronee dichiarazioni in senso opposto dei fake media e di altri”, ha scritto su Truth, i negoziati “vanno molto bene”. Una scelta che, secondo quanto riportato dal New York Times, punta a lasciare spazio alla trattativa in corso, evitando un ulteriore shock sui mercati globali dell’energia.
Solo poche ore prima, Trump aveva però pubblicato un post in cui affermava che “i negoziatori iraniani sono molto diversi e strani. Ci supplicano di fare un accordo. E dovrebbero, visto che sono stati militarmente annientati. Eppure pubblicamente dicono solo che stanno esaminando la nostra proposta. Sbagliato!”. D’altra parte, il presidente Usa continua a mantenere una linea dura, ribadendo che, in assenza di accordo, gli Stati Uniti sono pronti a “colpire obiettivi strategici”, inclusa la rete energetica iraniana.
Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, per porre fine alla guerra e accettare il piano di pace in 15 punti inviato dall'amministrazione Usa, l’Iran chiede che siano ridimensionate le richieste “unilaterali e ingiuste”, così definite da un funzionario di Teheran alla Reuters. L’inviato speciale Steve Witkoff e il segretario di Stato Marco Rubio condividono la linea di Trump, ma restano più cauti: “Sono stati fatti buoni progressi”, hanno detto i due. Ma Rubio ha aggiunto che tutto è ancora “molto fluido”.
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