Politica
8 marzo, 2026La risposta del presidente degli Stati Uniti a domanda sul possibile ruolo dell'Italia nel conflitto. Peppe Provenzano: "Il Governo è in grado di smentire nella maniera più chiara queste dichiarazioni?"
"Amo l'Italia, penso che Giorgia Meloni sia una grande leader. Cerca sempre di aiutare ed è una mia amica". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un breve colloquio telefonico con il Corriere della Sera, parlando del possibile ruolo dell’Italia nella guerra che vede Washington e Israele impegnati contro l’Iran.
Il Tycoon, interpellato sul possibile contributo italiano alla gestione della crisi, anche alla luce della decisione di inviare assetti navali per la difesa di Cipro, ha espresso apprezzamento per la presidente del Consiglio ribadendo come sia "sempre pronta ad aiutare". Parole che lasciano aperto uno spiraglio su un'ipotesi: quella secondo cui la premier si sarebbe dimostrata disponibile a sostenere direttamente gli Stati Uniti nelle operazioni militari contro Teheran insieme a Israele.
Le parole del presidente americano hanno innescato la reazione del Partito democratico, che chiede all’esecutivo di chiarire quale sia la posizione dell’Italia nel conflitto. "Nel contesto di una guerra illegale, che ha infiammato il Medio Oriente e scatenato il caos nel Mediterraneo, è un'affermazione grave e inquietante. L'Italia deve lavorare per fermare una guerra contraria ai nostri principi e ai nostri interessi, non per "cercare di aiutare". Il Governo è in grado di smentire nella maniera più chiara queste dichiarazioni di Donald Trump? Gli italiani hanno diritto di sapere la verità". Così Peppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria del Pd. Il dirigente dem chiede quindi un chiarimento ufficiale da parte del governo sulla linea dell’Italia rispetto al conflitto in Medio Oriente e su eventuali forme di sostegno alle operazioni in corso.
Nella serata di ieri la premier, in un videomessaggio affidato ai social, spiegava: "La nostra linea è molto chiara: l'Italia non è parte del conflitto e non intende diventarne parte. Noi lavoriamo per quanto possibile all'obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell'area".
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