Politica
9 marzo, 2026La premier ha pubblicato un video, lungo quasi un quarto d'ora, per provare a ribaltare i sondaggi, che solo mesi fa davano il fronte del "Sì" in vantaggio e adesso osservano la rimonta del “No”. E poi assicura: "Non mi dimetterò. Gli italiani che vogliono mandarci a casa possono farlo tra un anno: oggi si vota sulla giustizia, non sulla politica"
C’è lo skyline romano a fare da sfondo agli oltre tredici minuti di video social che Giorgia Meloni ha utilizzato per provare a convincere gli italiani a votare “Sì” al referendum sulla Giustizia. Quasi un quarto d’ora “per fare chiarezza e rispondere alle banalizzazioni - scrive la premier - e alle troppe bufale messe in circolazione”. Ma soprattutto: per provare a ribaltare i sondaggi, che solo mesi fa davano il fronte favorevole in vantaggio e adesso osservano la rimonta del “No”.
A metà tra spiegone tecnico e comizio, Meloni abbassa i toni rispetto all’aggressività delle scorse settimane, quando il partito Fratelli d’Italia si è scagliato contro quei magistrati che “bloccano i rimpatri degli stupratori”.
“A differenza di quello che si dice”, sostiene ora Meloni, “non è una riforma contro i magistrati”, ma “contro le degenerazioni di un sistema bloccato”. La presidente del Consiglio insiste, quasi a mo’ di tutorial, su quali sono - secondo lei - i limiti del sistema attuale e le potenzialità della riforma. E sentenzia: “La giustizia vede il suo prestigio compromesso”, "la riforma serve a recuperarlo”.
E una delle ultime scritte in sovrimpressione nel video lascia una promessa: “Il governo non si dimetterà in caso di no. Gli italiani che vogliono mandarci a casa possono farlo tra un anno: oggi si vota sulla giustizia, non sulla politica”.
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