Salute
12 gennaio, 2026Un nuovo sistema di imaging ottico in tempo reale permetterà ai medici di valutare i tessuti tumorali durante l’intervento, migliorando precisione e personalizzazione delle cure. È il primo centro al mondo ad adottarlo
Un nuovo quadro sul futuro dello studio dei tumori. Van Gogh™ inaugura la rivoluzione della ginecologia oncologica e il policlinico Gemelli è il primo centro al mondo ad adottare questo sistema innovativo. D’ora in poi l’analisi e la chirurgia sui tessuti tumorali saranno guidate in tempo reale dalle immagini: niente più vetrini e microscopio, ma la possibilità di generare una proiezione visiva dai campioni appena prelevati, per studiare le aree dal potenziale canceroso.
un'immagine innovativa
Il sistema è finanziato dal progetto Dare (Digital Lifelong Prevention) e supporterà la ricerca Prove, che valuta i punteggi di rischio poligenico nel tumore dell’ovaio. “Per la ginecologia oncologica, le ricadute cliniche sono immediate e di grande impatto”, spiega la professoressa Anna Fagotti, ordinaria di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica e direttrice della Ginecologia Oncologica della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs. “Durante l’intervento chirurgico, il sistema consente di valutare la presenza di cellule tumorali, lo stato dei margini di resezione e l’eventuale malattia residua, offrendo al chirurgo un supporto decisionale rapido e oggettivo. Questo significa poter adottare un approccio più personalizzato, conservativo quando possibile o più radicale, quando necessario, riducendo il rischio di nuovi interventi e aumentando la sicurezza per le pazienti. In particolare, Van Gogh™ potrà aiutare i medici nelle decisioni intra-operatorie, ad esempio nel valutare se procedere con un intervento conservativo nelle pazienti in età fertile, favorendo scelte terapeutiche più mirate e personalizzate”.
Grazie alle tecnologie di imaging ottico (Dynamic Cell Imaging™ e Full-Field Optical Coherence Tomography), che elimina l'uso delle lenti per ricostruire l'immagine col supporto di frequenze di luce e algoritmi software, a Van Gogh™ bastano pochi minuti per restituire ai medici una mappa più completa e precisa sulle aree a rischio. Merito dei fondi Dare e di una “consolidata collaborazione scientifica internazionale tra la nostra Unità di Ginecologia Oncologica, l’Ircad (Istituto di Image-Guided Surgery) e l’Università di Strasburgo”, ha ricordato la professoressa Stefania Boccia. È lei a coordinare lo studio Prove, oltre a essere ordinario di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica e direttore del dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica della Facoltà di Medicina dell’Ucsc, dedicato alla valutazione del rischio individuale di carcinoma ovarico attraverso strumenti genetici innovativi (Polygenic Risk Scores).
Anche Denis Querleu, visiting professor del policlinico Gemelli, ha celebrato i meriti di chi ha contribuito a portare a Roma un nuovo primato internazionale: “Si tratta di una collaborazione scientifica di altissimo livello che consente un continuo scambio di competenze e innovazione”.
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